Regolamento successorio europeo.

Regolamento successorio europeo.

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Il Regolamento Europeo n. 650/2012.

La normativa europea in tema di successioni transfrontaliere.

Il 17 agosto 2015 è entrato in vigore il Regolamento Europeo n. 650/2012 che disciplina, tra l’altro, le successioni internazionali.

Tale Regolamento sostituisce per i Paesi dell’Unione Europea (tranne Inghilterra, Irlanda e Danimarca che non hanno partecipato all’adozione di tale Regolamento) la precedente normativa di diritto internazionale privato (L. n. 218/95).

Secondo la precedente legislazione la disciplina applicabile alle successioni che presentavano elementi di internazionalità era quella prevista dalla legge dello Stato di cui il defunto aveva la cittadinanza al momento della morte.

Per le successioni apertesi dal 17 agosto 2015 il criterio da utilizzare per stabilire la legge applicabile non è quello della cittadinanza bensì quello della residenza.

L’art. 21 del suddetto Regolamento stabilisce, infatti, che la legge applicabile alle successioni che presentano elementi di internazionalità è quella dello Stato in cui il de cuius aveva la residenza abituale al momento della morte.

Regolamento Europeo n. 650/2012

Qui potrai scaricare velocemente il Regolamento Europeo n. 650/2012.
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La professio iuris.

Il de cuius può stabilire, con un’espressa dichiarazione di volontà, dei criteri diversi da quelli stabiliti dalla norma in merito alla legge applicabile alla sua successione.

In particolare, sotto la vigenza della L. n.  218/95, il testatore poteva dichiarare di voler applicare alla propria successione non la legge dello Stato di cittadinanza (come previsto dalla suddetta legge 218/95) bensì quella dello Stato di residenza (purchè al momento della morte il soggetto risiedeva ancora in quello Stato).

Con l’entrata in vigore del Regolamento Europeo 650/2012 il criterio è ribaltato.

Pertanto, il de cuius può effettuare la cd. professio dichiarando di voler sottoporre la sua successione non alla legge dello Stato di residenza (come accadrebbe in assenza di dichiarazione contraria) ma alla legge dello Stato di cui egli ha la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte

La tutela della legittima.

Le successioni con profili di internazionalità potrebbero creare difficoltà interpretative circa l’applicabilità dei principi in tema di tutela della legittima, principi che sono vigenti solo in alcuni ordinamenti.

Mentre nei Paesi del Civil Law vige il principio dell’intangibilità della legittima, per cui ad alcune categorie di soggetti la legge riconosce una quota intangibile sulla successione, nel Common Law si riconosce al testatore maggiore libertà di disposizione.

Pertanto, ci si è chiesto se l’applicazione della legge di un Paese dove non esiste il principio dell’intangibilità di legittima sia compatibile con l’ordinamento italiano dove, invece, vige tale principio.

La legge 218/95 prevedeva la tutela dei diritti di legittima concedendo la disapplicazione in caso di lesione di tale principio mentre il Regolamento Europeo affronta la questione esclusivamente nel considerando (e quindi non nella parte dispositiva vera e propria) ove si afferma che:

La legge che disciplina la validità delle disposizioni a causa di morte non dovrebbe pregiudicare i diritti di chiunque, in forza della legge applicabile alla successione, abbia diritto a una quota di legittima.

Trattasi quindi di questione molto delicata anche in quanto si potrebbe fare un uso distorto delle regole che disciplinano la successione internazionale al solo fine di ledere i diritti di legittima, ove previsti dal singolo ordinamento.

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