Responsabilità professionale del dentista.

Responsabilità professionale del dentista.

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Responsabilità professionale del dentista.

La responsabilità professionale del dentista è un tema di sempre maggiorrilievo negli ultimi anni. La cura e l’attenzione alla propria salute rappresenta un’esigenza che induce le persone, durante tutto il lasso di tempo della propria vita, a relazionarsi con una moltitudine di professionisti e di medici specializzati per porre rimedio ad innumerevoli problemi.
In particolare, il 38% degli italiani si rivolge almeno una volta all’anno ad un medico dentista o ad un odontoiatra per monitorare la salute dei propri denti, per cure ortodontiche, per problemi odontoiatrici, o per intervenire chirurgicamente sugli stessi in conseguenza di patologie o di eventi traumatici.

In tali circostanze, la scelta del professionista risulta di fondamentale importanza in quanto le prestazioni professionali effettuate nel cavo orale, come un trattamento ortodontico, hanno delle complessità e dei rischi che richiedono i più alti standard qualitativi in termini di preparazione ed efficienza.

Difatti, un’operazione odontoiatrica eseguita in modo errato o approssimativa, può determinare una responsabilità professionale medica che può causare gravissimi danni al paziente, i quali possono presentarsi anche in maniera permanente se non si interviene con un’operazione correttiva.
In tali circostanze, infatti, il paziente danneggiato dal dentista che ha eseguito un intervento sbagliato ha il pieno diritto ad ottenere un risarcimento danni per negligenza medica, anche di rilevante entità, affidandosi alle mani esperte di un avvocato.
Invero, il verificarsi di un evento di cosiddetta malasanità, determina la responsabilità professioanale medica del dentista o dell’odontoiatra, i quali, nell’esecuzione delle predette operazioni non sono stati in grado di rispettare i più alti standard scientifici e tecnici per portare a termine l’operazione senza cagionare danno alcuno.

La casistica degli errori più frequenti subiti dai pazienti a seguito di intervento al cavo orale sono:

  • Rottura e/o caduta dell’impianto dentale;
  • Ascessi;
  • Infezioni;
  • Lesione di un nervo;
  • Errata diagnosi;
  • Anestesia.

Inoltre, sotto un profilo prettamente giuridico occorre precisare che tutti gli interventi realizzati da dentisti o da odontoiatri rientrano a pieno titolo nell’alveo delle professioni sanitarie da cui ne consegue la piena responsabilità al risarcimento in caso di danni causati al paziente, come ampiamente disciplinato dalla Legge n. 409/1985.

Difatti, quando un paziente si rivolge ad centro odontoiatrico e subisce un danno in conseguenza di colpa medica, per ottenere il risarcimento dovuto può agire sia nei confronti del medico che ha eseguito materialmente l’operazione che nei confronti della struttura o della clinica, come stabilito dall’art. 7 della Legge 24/2017 denominata “Legge Gelli-Bianco”.

La negligenza, imprudenza o imperizia.

Quando è possibile ottenere il risarcimento?

Per ottenere un risarcimento in conseguenza di un danno subito a seguito di un intervento al cavo orale eseguito da un dentista o da un odontoiatra è necessario comprendere se vi sia stata una colpa ed una responsabilità professionale da parte del medico.

Invero, ai fini di una corretta valutazione, è di fondamentale importanza accertate che il dentista si sia reso responsabile di colpa medica, ossia quando abbia agito con negligenza, imprudenza o imperizia.

Difatti, il medico è tenuto, per legge, a fornire tutta l’assistenza professionale e la cura specifica e tecnica per il proprio paziente, al fine di produrre i risultati attesi e pronosticati a seguito di regolare diagnosi. Inoltre, il dentista e l’odontoiatra devono agire nel rispetto dei più alti standard tecnici per provvedere agli interventi, garantendo la presenza di strutture e macchinari idonei all’esecuzione specifica, sussistendo un vero e proprio affidamento del paziente nei confronti del medico.

Pertanto, nel caso in cui l’intervento al cavo orale posto in essere, a causa di colpa medica, non produca gli effetti desiderati o provochi, nei casi più gravi, finanche un peggioramento delle condizioni di salute del paziente, allora sussiste l’obbligo al risarcimento del danno.

Infatti, il dentista e l’odontoiatra rispondo civilmente dei danni causati ai pazienti in 3 casi:

  • Dolo: quando il medico determina il danno intenzionalmente (casi rari);
  • Colpa: quando il danno è causato dalla negligenza, imprudenza o imperizia del medico;
  • Colpa lieve: nei casi in cui il danno è di lieve entità e si sia verificato in conseguenza di un intervento che può essere considerato di routine.

Infine, per comprendere quale sia l’iter per procedere alla dimostrazione del danno subito, occorre rivolgersi ad un avvocato di fiducia, il quale provvederà a seguire il paziente che ha subito un danno nel percorso di ottenimento del risarcimento.

Difatti, tale responsabilità professionale medica va dimostrata fornendo la prova della prestazione (con ricevuta o per testimoni), il danno subito (valutato da un medico legale) e, infine, il nesso causale tra l’intervento ed il danno, ossia l’accertamento specifico sugli effetti del singolo intervento.

A seguito di ciò, sarà poi onere del dentista o dell’odontoiatra, eventualmente, provare a dimostrare la sua estraneità, provando che i trattamenti o gli interventi effettuati non abbiano arrecato alcun danno al paziente (Cass. Civ. 26 febbraio 2020, n. 5128).

Responsabilità professionale del dentista.
La responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

Entro quando si prescrive il diritto al risarcimento dei danni?

In tutte quelle ipotesi in cui un paziente ritenga di aver subito un danno in conseguenza di un intervento eseguito da un dentista o da un odontoiatra, occorre tener presente che la legge prevede un termine massimo entro cui fare causa al dentista e far valere i propri diritti con quella che è definita “denuncia malasanità”.

In particolare, nel nostro ordinamento si fa riferimento a due tipi di responsabilità professionale medica, i quali danno luogo a due differenti termini di prescrizione:

  • la responsabilità contrattuale;
  • la responsabilità extracontrattuale.

Siamo in presenza di responsabilità contrattuale quando il dentista o l’odontoiatra effettuano l’intervento o la prestazione nel proprio studio, in qualità di liberi professionisti e senza alcun rapporto di subordinazione.

In questi casi, il paziente dovrà dimostrare di aver effettuato l’intervento con quel preciso professionista, di aver subito un danno e che questi siano la conseguenza dell’intervento sbagliato.
In queste ipotesi, la legge prevede che si possa richiedere il risarcimento entro 10 anni.

Siamo in presenza di responsabilità extracontrattuale quando con il dentista o l’odontoiatra non ci sia un rapporto diretto, ma il contratto è stipulato direttamente con la struttura medica o la clinica. Si tratta, infatti, di professionisti che operano in qualità di dipendenti delle predette strutture pubbliche o private.
In queste ipotesi, la legge prevede che si possa richiedere il risarcimento in un termine più breve, ossia entro 5 anni.

Infine, occorre precisare che, a tutela dei pazienti, i termini di 10 e 5 anni non decorrono dal momento dell’intervento, bensì dal momento in cui il danno subìto diventa percepibile e manifesto. Difatti, i danni subiti in conseguenza di un intervento sbagliato possono manifestarsi anche dopo diverso tempo.

Quanto costa una perizia del medico legale?

I danni risarcibili e la quantificazione medico-legale.

La valutazione dei danni cagionati da un dentista o da un odontoiatra ad un paziente, a causa di colpa medica, viene effettuata da soggetto terzo, ossia un medico legale di parte, attraverso una c.d. perizia medico legale odontoiatrica.

Il medico legale, infatti, è un professionista che, attraverso l’attenta analisi della documentazione prodotta ed una visita approfondita, potrà valutare la sussistenza di danni biologici da invalidità permanente o temporanea che danno luogo alla quantificazione del risarcimento.

Inoltre, sarà quantificato il cosiddetto periodo di inabilità temporanea subito dal paziente nel processo di guarigione conseguente all’intervento eseguito con negligenza, imprudenza o imperizia.

A tutto ciò, tra l’altro, è possibile aggiungere, qualora ne ricorrano le condizioni, i danni morali ed esistenziali patiti in conseguenza del danno subito e del conseguente stato di sofferenza emotiva causato dalla difficoltà nel relazionarsi con gli altri (ad esempio nei casi in cui l’intervento sbagliato ha causato dei gravi danni estetici).
Inoltre, è possibile richiedere in risarcimento al dentista o l’odontoiatra anche le spese necessarie ad eseguire un nuovo intervento riparatorio.

Infine, è possibile che qualcuno si chiederà quanto costa una perizia medico legale, ma la risposta non può essere univoca, difatti il costo della prestazione dipende dal singolo professionista, si può dire, però, che la media varia da € 100,00 a € 200,00 a seconda dei casi.

La conferma arriva dall'albo professionale di riferimento.

Differenza tra odontoiatra e dentista.

È di uso comune utilizzare il termine dentista ed odontoiatra quasi come se fossero sinonimi anche se, in realtà, esistono delle differenze che è opportuno conoscere.

Il dentista e l’odontoiatra sono entrambi professionisti laureati e che hanno l’autorizzazione legale ad eseguire interventi nel cavo orale.

Il dentista è un medico laureato in Medicina e Chirurgia, con un specializzazione in Odontostomatologia. Tale titolo permette, a seguito del superamento di un esame di ammissione, l’iscrizione al relativo albo professionale.

L’odontoiatra, invece, è un dottore laureato in  Odontoiatria e Protesi Dentaria che ha superato l’esame di abilitazione all’albo. Tale professione richiede la specializzazione nella cura dei denti, nonché nella prevenzione e diagnosi di tutte le malattie afferenti al cavo orale.

Entrambe le figure professionali, pertanto, sono abilitate ad intervenire nel cavo orale, potendo applicare protesi, apparecchi o rimuovere denti.
A voler essere più precisi, però, qualora qualcuno si stia domandando se l’odontoiatra sia un vero e proprio medico, occorre precisare quanto segue.
L’odontoiatra non è un medico se in tale accezione ci si riferisce ad un professionista laureato in Medicina e Chirurgia, dato che il corso seguito è un altro. In realtà, però, l’odontoiatra, pur avendo seguito un corso di studi differente, può essere legalmente definito come medico. Tale riconoscimento, difatti, è stato effettuato direttamente dal Ministero della Salute nel 2018, il quale ha sancito che l’odontoiatra può essere considerato un medico, seppure specializzato esclusivamente nella cura del cavo orale.

Ne è la conferma che l’albo di riferimento per tali professionisti sia l’Albo dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri.

Pertanto, in considerazione della natura prettamente tecnica e professionale dei predetti interventi al cavo orale e per evitare di incorrere in danni risolvibili solo con l’aiuto di un avvocato, si consiglia sempre di evitare quei soggetti che si presentano come “dentista low cost” dietro i quali, molto spesso, si cela un dentista abusivo o, addirittura, un falso dentista.

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