Pensioni invalidità: arriva l’aumento

Pensioni invalidità: arriva l'aumento.

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È di Fratelli d’Italia la proposta di legge, ormai accettata e in attesa di approvazione definitiva, sull’aumento della pensione di invalidità.
Ci vorrà un po’ di tempo prima che l’INPS cominci ad erogare effettivamente i soldi in più previsti, ma voci dicono che già dal 1° agosto potrebbe essere messo in atto l’emendamento che prevede l’aumento da 285,66 euro a 516,46.

Un'aiuto per affrontare la quotidianità.

Aumento in arrivo per le pensioni di invalidità.

La proposta di legge mette radici già nel 2016 quando una donna, con invalidità del 100 %, fa causa all’INPS. Affetta da tetraplegia spastica neo-natale e costretta a vivere su una carrozzella, la cittadina, è incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani come lavarsi e vestirsi e quindi è stata riconosciuta come inabile al lavoro.
Dopo essersi vista respingere la domanda all’INPS per una maggiorazione sociale al milione (ovvero a 516,46€), in quanto sprovvista del dato anagrafico necessario di 60 anni di età, la donna procede per vie legali portando a galla un problema ben più ampio e comune a molti invalidi.

Facente parte del Decreto Rilancio, l’emendamento, dimostra quindi sempre di più l’interesse crescente del Governo verso le fasce deboli.
Il partito di Giorgia Meloni si ritiene soddisfatto del risultato raggiunto ma pronto a non abbassare la guardia fino a quando non si sarà concretizzato il tutto.

Come motivazione, la Consulta, avrebbe richiamato l’articolo 38 della Costituzione Italiana che dispone:

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.

L’aumento, reso quindi necessario in quanto i 285 euro non sarebbero sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita, sarebbe un’importante iniziativa per la quale verrebbe creato un fondo apposito di 46 milioni di euro. Quest’incremento sarà dunque valido, in avvenire, per tutti gli invalidi civili al compimento dei 18 anni che avranno i requisiti adatti.

I grandi esclusi.

Quali sono i requisiti per ottenere l'aumento della pensione di invalidità?

Ma vediamo quali sono questi requisiti e chi saranno gli esclusi di questo emendamento. Secondo quanto stabilito, potrà ricevere i 516 euro solo chi possiede un reddito al di sotto dei 6.713,98 euro e chi presenta un’invalidità del 100 %.
Verranno quindi esclusi coloro che supereranno il reddito o, pur avendolo basso, avranno una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%.
In questo caso l’assegno continuerà ad essere di 286,81 euro.

Il plafond, però, a quanto pare non riuscirà a coprire tutte le richieste e molte associazioni di disabili stanno protestando ponendo in evidenza i limiti imposti dallo Stato per ottenere l’aumento della pensione.

Riguardando i soli invalidi civili al 100 % infatti si andrà ad escludere una buona parte, se non la maggioranza, degli invalidi censiti dall’INPS.
Nonostante la percentuale di invalidità più bassa, infatti, questi cittadini fanno fatica a lavorare in quanto, molto spesso, non vengono assunti.
Alla questione lavorativa vanno aggiunte le esose spese mediche a cui fanno fronte giornalmente. Questa esclusione quindi verrebbe vista come una sorta di discriminazione.

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