Agevolazione Prima Casa: in cosa consiste

Agevolazione Prima Casa.

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Tra i Bonus rinnovati con la Legge di Bilancio 2020, c’è anche l’agevolazione prima casa. Si tratta dell’incentivo riservato a chi desidera acquistare un immobile da destinare all’utilizzo di principale abitazione.

L’agevolazione in questo caso si traduce con una riduzione delle imposte, con l’obbiettivo di facilitare le modalità di acquisto per le persone che desiderano comprare una casa. In questo modo i contribuenti sono incentivati ad acquistare, e allo stesso tempo, si favorisce l’incremento del mercato immobiliare italiano.

Quali sono i requisiti?

Agevolazione prima casa.

Come accade con tutti gli altri bonus concessi dallo Stato, esistono dei precisi requisiti da rispettare per ottenere l’agevolazione prima casa.

Prima di tutto, l’immobile deve essere classificato al Catasto con categoria A, ovvero come abitazione. Sono ammesse tutte le sottocategorie di A, ad eccezione delle seguenti:

  • A/1, abitazione signorile;
  • A/8, abitazione in ville;
  • A/9, abitazione in castello o palazzo storico;
  • A/10, ufficio o studio privato.

Oltre a questo, per ottenere l’agevolazione prima casa è necessario che sussistano i seguenti requisiti obbligatori:

  • il richiedente deve spostare la sua residenza nello stesso comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. L’incentivo viene comunque concesso anche se la residenza è diversa, a patto che il soggetto abbia un legame di lavoro, studio o volontariato con il comune interessato;
  • il soggetto non risulta essere proprietario né co-proprietario di un’altra abitazione. Questa clausola si annulla solo se l’acquirente ha acquistato anche il primo immobile con l’agevolazione prima casa, e se dichiara di voler vendere il nuovo immobile entro 1 anno dall’acquisto.
Informazioni precise

In cosa consiste l’agevolazione?

Come abbiamo accennato prima, l’agevolazione prima casa consiste in una riduzione delle imposte. La prima riguarda l’imposta di registro (da pagare se il venditore è un privato o un’azienda passiva di IVA), che sarà ridotta dal 9% al 2%. Inoltre, le imposte catastali e ipotecarie saranno ridotte ad un tasso fisso di 200€ ciascuna.

Se invece il venditore dell’immobile è un’impresa costruttrice, e quindi soggetta al pagamento dell’IVA, l’acquirente potrà beneficiare dello sconto IVA agevolata al 4% (invece che 10%).

Nel caso in cui il soggetto abbia ricevuto la casa per mezzo di successione o donazione, l’agevolazione prima casa sarà applicata alle imposte ipotecarie e catastali, con un importo fisso di 200€ per ciascuna.

Bisogna fare attenzione

Quando può essere revocata l'agevolazione fiscale per la prima casa?

L’agevolazione prima casa sarà concessa nelle misure suddette qualora sussistano i requisiti necessari. Ma in quali casi, una volta ottenuto il diritto all’incentivo, questo può essere revocato?

Tale incentivo sarà negato all’acquirente se:

  • ha depositato false dichiarazioni in merito all’acquisto dell’immobile o all’immobile stesso;
  • non sposta la sua residenza nello stesso comune della nuova abitazione entro 18 mesi dalla compravendita, e non risulta possedere alcun legame con tale comune;
  • vende o dona l’immobile acquistato entro 5 anni dalla data d’acquisto. A meno che non decide poi, entro 1 anno, di comprare un altro immobile con le stesse modalità, da adibire ad abitazione principale.

Nel caso il diritto all’agevolazione prima casa fosse revocato, il soggetto acquirente dovrà pagare la differenza dell’imposta che inizialmente è stata scontata, con gli interessi. Più una sanzione pari al 30% del valore dell’imposta.

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