Legati tipici e legati atipici.

Legati tipici e atipici.

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I LEGATI.

Disposizioni a titolo particolare.

Con le disposizioni a titolo particolare (o legati) il testatore attribuisce a favore di un soggetto solo determinati diritti senza far subentrare il beneficiario nell’universalità o per quota nel complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi.

Il primo comma dell’art. 588 c.c. stabilisce, infatti, che le disposizioni a titolo universale, ossia quelle che comprendono l’universalità  o una quota dei beni del testatore, attribuiscono la qualità di erede mentre le altre sono a titolo particolare e attribuiscono la qualità di legatario.

La differenza non è solo terminologica ma soprattutto pratica.

Mentre l’erede subentra nell’insieme della posizione giuridica del de cuius, e quindi sia nei rapporti di credito che di debito, il legatario succede limitatamente al diritto attribuitogli senza rispondere dei debiti ereditari, salvo eventuali oneri che possono essere imposti al legatario stesso ma nei limiti del valore della cosa legata ai sensi dell’art. 671 c.c.

Le ipotesi espressamente previste dalla legge.

I legati tipici.

Il codice civile prevede delle ipotesi specifiche di attribuzioni a titolo di legato.

Vediamone alcune.

  • Il legato di cosa altrui, art. 651 e 652 c.c.

Il testatore può disporre per testamento anche di un bene non suo, o solo in parte suo, e quindi può disporre di un legato di cosa dell’onerato (ovvero di colui a cui carico è posto il legato, normalmente l’erede) o di un terzo.

Ciò però è ammesso solo a determinate condizioni altrimenti la disposizione è nulla.

Nello specifico, dal testamento o da altra disposizione scritta del testatore deve risultare che il testatore medesimo sapeva che la cosa non era sua ma di altri. Deve, quindi, essere a conoscenza che sta effettuando una disposizione su un bene che non gli appartiene (o che gli appartiene solo in parte). Naturalmente, il terzo proprietario del bene legato non ha nessun obbligo nei confronti del legatario per cui sarà l’onerato a dover procurare il trasferimento del bene al legatario; è, comunque, sempre in sua facoltà di pagarne il giusto prezzo.

  • Il legato di cosa genericamente determinata, art 653 c.c.

Tale legato ha ad oggetto beni che devono essere comunque determinati (altrimenti il legato sarebbe nullo per indeterminatezza  ex art 632 c.c.) ma in base alla loro appartenenza ad una determinata categoria. Ad esempio, denaro, gioielli, libri ecc…

In questo caso, anche se nel patrimonio del testatore al momento della morte non si rinvengono beni appartenenti a quel genere indicato, il legato è comunque valido. Sarà, infatti, l’onerato a dover procurare al legatario i beni della categoria indicata.

Ciò, però, solo se il testatore ha voluto effettivamente attribuire quei beni a prescindere dalla loro sussistenza nel suo patrimonio; non si applica, invece, la norma in esame nel caso in cui il de cuius abbia voluto riferirsi ai beni come facenti parte del suo patrimonio.

In quest’ultimo caso si applica l’art  654 c.c.; pertanto, se il testatore ha lasciato una cosa da prendersi dal suo patrimonio ed al momento della sua morte questa non si trova, il legato non ha effetto, o comunque ha effetto solo per la quantità per cui si trova.

  • Il legato di credito o di liberazione da debito, art 658 c.c.

L’ipotesi disciplinata è quella in cui il testatore è creditore, di un terzo o dello stesso legatario. Nel primo caso, il legatario subentra nella posizione di creditore verso il terzo debitore, nel secondo caso il debito del legatario si estingue per confusione.

  • Il legato a favore del creditore, art.659 c.c.

In questo caso il testatore è debitore e fa una disposizione testamentaria a favore del suo creditore.

Se il legato è fatto per soddisfare il credito la disposizione è ad estinzione del debito stesso. Viceversa il legato è una normale liberalità che il de cuius fa a un soggetto senza che abbia rilievo il fatto che questi sia un suo creditore. La volontà di soddisfare il credito con l’attribuzione si presume dal fatto che il testatore ha fatto menzione nel testamento del suo debito.

Successione per rappresentazione, sostituzione e accrescimento.
I LEGATI ATIPICI.

Le ipotesi non espressamente previste dalla legge.

Lo strumento del legato viene spesso utilizzato non solo per regolamentare le ipotesi espressamente contemplate dal codice civile ma anche per le altre più svariate fattispecie.

In particolare, esso viene adoperato per disciplinare i rapporti obbligatori, ad esempio quelli contrattuali.

  • Legato di contratto.

Attraverso tale disposizione testamentaria il de cuius beneficia il legatario del diritto ad ottenere dall’onerato la conclusione di un contratto.

Il termine legato di contratto è, quindi, usato atecnicamente in quanto al momento dell’apertura della successione non esiste alcun contratto in cui il legatario subentra. Per effetto della disposizione al legatario viene attribuito un diritto di credito ad ottenere la conclusione di un contratto.

  • Legato di posizione contrattuale.

In questo caso il contratto è preesistente alla morte del testatore ed il legatario subentra nella posizione spettante al de cuius in ordine a tale contratto.

Ad esempio, nel caso di contratto preliminare di compravendita stipulato in vita dal testatore (come promittente venditore o anche come promissario acquirente), il de cuius può attribuire al legatario la sua posizione contrattuale (di promittente venditore o promissario acquirente).

  • Legati rinunziativi.

Con tale disposizione il testatore impone all’onerato di rinunziare ad un suo diritto a vantaggio del legatario.

Naturalmente deve trattarsi di diritti disponibili, per cui mentre si può imporre ad esempio di rinunziare ad un diritto di prelazione, non si può prevedere l’obbligo per l’onerato di rinunziare ad agire in giudizio a tutela delle sue ragioni (diritto costituzionalmente protetto).

  • Legato di eredità.

In questo caso il de cuius attribuisce al legatario i diritti che gli spettano su una successione alla quale il medesimo de cuius è chiamato. Deve ovviamente trattarsi di una successione già aperta, altrimenti si ricade nel divieto dei patti successori per la cui disamina si rinvia all’articolo di approfondimento appositamente redatto.

Come evidente, il legato rappresenta uno strumento assai versatile con il quale regolare singoli rapporti per il tempo successivo alla propria morte e che col tempo ha assunto sempre più ampio utilizzo

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