Genitori anziani: cosa rischia il figlio che si disinteressa?

I figli hanno il dovere di assistere i genitori anziani.

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I problemi legati alla gestione dei genitori anziani e malati.

I genitori anziani devono essere assistiti dai figli.

Le discussioni e le liti tra fratelli sono ricorrenti in quasi tutte le famiglie e i motivi sono i più svariati.

Oltre alle questioni ereditarie, che sorgono generalmente dopo la morte di un genitore, queste liti possono avere origine anche da problemi inerenti la gestione di genitori anziani ingestibili.

L’assistenza ai genitori anziani è importante, ma, a volte, si rivela alquanto problematica, specie in presenza di genitori malati o se l’ anziano rifiuta assistenza. In altre parole, non si sa come comportarsi con i genitori in situazioni del genere.

È indubbio che i genitori siano le persone più importanti della vita, ma, quando cominciano ad invecchiare e ad essere non più autosufficienti, possono diventare un peso, e questo non soltanto perché gli impegni quotidiani non consentono di prendersi cura dei genitori anziani, ma anche perché le risorse economiche non bastano mai e non sempre i figli hanno la possibilità di provvedere al sostegno economico dei genitori.

La situazione diviene ancora più pesante e problematica se si tratta di dover gestire genitori anziani egoisti.

Se ti rispecchi nelle situazioni appena esposte, leggi questo articolo, dove verranno esposte tutte le soluzioni relative all’ accudimento genitori anziani e dove sarà spiegato come gestire i capricci degli anziani, nonché cosa rischiano i figli che si disinteressano di fronte ad un padre o ad una mamma anziana.

La legge stabilisce infatti che la cura degli anziani da parte dei figli è obbligatoria. Se questi ultimi si disinteressano dei propri genitori malati e non più autosufficienti, rischiano la reclusione ed anche una multa fino a 1.032 euro.

I figli sono tenuti a prestare assistenza ai propri genitori anziani.

Gli obblighi dei figli verso i genitori.

Innanzitutto è importante sapere che grava sui figli l’obbligo di assistenza ai genitori malati e anziani, che, oltre ad essere un dovere morale, rappresenta anche un dovere giuridico.

Alcuni doveri dei figli verso i genitori anziani sono i seguenti:

  • prestare le cure e l’assistenza necessari;
  • versare gli alimenti qualora il genitore non sia in grado di provvedere, in tutto o in parte, al suo mantenimento.

Nel caso in cui i figli non abbiano la possibilità di accudire anziani in casa e, dunque, assistere in prima persona i propri genitori malati e non più autosufficienti, possono ricorrere a due soluzioni per anziani:

  • affidare il genitore ad una badante, la quale potrà svolgere tutte le mansioni necessarie ad assicurare le cure e le attenzioni cui l’anziano ha diritto;
  • collocare i genitori malati e non autosufficienti presso una casa di cura per anziani (RSA), dove vi sarà del personale specializzato che si occuperà con cura degli stessi: dall’igiene quotidiana personale, alle cure mediche, all’assistenza durante i pasti, ecc.

Purtroppo, quando si diventa anziani si è difficili, egoisti ed ingestibili. Qualora i genitori dovessero rifiutare l’aiuto di una badante o di entrare in una RSA, dunque se l’anziano rifiuta assistenza, i figli hanno di fronte due possibilità:

  • uno di essi può usufruire della Legge 104, lasciando il proprio lavoro per 2 anni al fine di prendersi cura del proprio genitore non autosufficiente e assisterlo 24 ore al giorno;
  • fare firmare all’anziano un documento che attesti la rinuncia all’assistenza esonerando i figli da ogni responsabilità.
Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare e il reato di abbandono di persone incapaci.

Se i figli si disinteressano dei propri genitori anziani sono perseguibili penalmente.

Sebbene aiutare gli anziani genitori sia un dovere, tanti sono i figli cattivi, i quali non vogliono genitori anziani in casa e non prestano loro assistenza.

Il figlio che non versi gli alimenti al genitore o che lo abbandoni in uno stato di bisogno, è punito con la reclusione fino a 12 mesi e con una multa da 103 a 1.032 euro.

Trattasi del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare di cui all’art. 570 c.p., ma questo non è l’unico reato a cui può andare incontro un figlio che non si prenda cura del proprio genitore anziano.

Infatti, qualora un figlio non fornisca una adeguata assistenza ai suoi genitori anziani e malati, anche per tramite di terze persone, lo stesso risponde del reato di abbandono di persone incapaci di cui all’art. 591 c.p. Ciò si verifica, ad esempio, quando i figli lasciano soli in casa gli anziani genitori che non siano capaci di provvedere a se stessi.

La pena è della reclusione da 1 a 6 anni se l’anziano subisce una lesione personale in conseguenza dell’abbandono. In caso di morte dello stesso, è prevista invece la reclusione da 3 a 8 anni.

La nomina dell’amministratore di sostegno per il genitore anziano e non autosufficiente.

Genitori anziani: la figura dell’amministratore di sostegno.

Nell’ipotesi di disaccordo tra i figli riguardo l’assistenza del genitore anziano ingestibile (ad esempio, un figlio che sia contrario ad assumere una badante, in quanto ritiene che il padre o la madre sia autosufficiente), è possibile rivolgersi ad un avvocato per avviare una procedura legale al termine della quale il giudice può nominare un amministratore di sostegno.

Il giudice valuta personalmente le condizioni dell’anziano per il quale è stata richiesta l’amministrazione di sostegno. L’audizione avviene in tribunale o presso il domicilio del beneficiando nel caso in cui non sia in grado di deambulare.

La nomina di amministratore di sostegno può essere disposta dal giudice anche contro la volontà dell’interessato.

Il giudice può nominare amministratore di sostegno un familiare del soggetto interessato oppure una persona esterna alla famiglia dello stesso.

La nomina dell’amministratore di sostegno, dunque, rappresenta un altro importante strumento a tutela del genitore non autosufficiente.

Tale figura ha il compito di compiere alcune attività fondamentali per conto del suo assistito: ad esempio, effettuare compere relative agli alimenti, ai medicinali, al vestiario, riscuotere la pensione, e tanto altro.

A tal proposito, è opportuno annoverare il disposto dell’art. 410 c.c., secondo cui

Nello svolgimento dei suoi compiti l’amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario.

L’amministratore di sostegno deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere nonché il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso. In caso di contrasto, di scelte o di atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l’interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o gli altri soggetti di cui all’articolo 406 possono ricorrere al giudice tutelare, che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti.

L’amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre dieci anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.

La nomina dell’amministratore di sostegno può essere chiesta:

  • dal coniuge;
  • dai parenti entro il 4° grado;
  • dagli affini entro il 2°grado;
  • dal tutore o il curatore;
  • dal giudice in caso di disaccordo dei figli.
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