Genitore anziano, patrimonio familiare e casa abbandonata.

Genitore anziano, patrimonio familiare e casa abbandonata.

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Le soluzioni offerte dalla legge a protezione del patrimonio di famiglia nel caso di genitori anziani ingestibili.

Come tutelare il patrimonio familiare quando il genitore è incapace?

Hai dei genitori anziani ingestibili, i quali, per la loro età avanzata, non sono più in grado di prendersi cura e di amministrare il patrimonio familiare? Sei andato a trovarli di recente e, trovando la casa abbandonata, ti sei reso conto che, anche a causa della tassazione e delle spese, tutto il patrimonio si sta progressivamente dissolvendo? Vorresti muoverti a tutela del patrimonio di famiglia, ma non sai cosa fare? Se leggi attentamente questo articolo, tutto incentrato su famiglia e patrimonio, troverai tante importanti informazioni che sicuramente ti torneranno utili se hai a che fare con anziani ingestibili.

Nei casi appena esposti, specie se si tratta di genitori anziani egoisti o affetti da gravi patologie che rientrano nel cerchio delle demenze senili, la situazione non si presenta affatto semplice, ma, grazie a delle specifiche soluzioni offerte dalla legge, ti sarà possibile salvaguardare il tuo patrimonio.

In Italia sono tanti i figli che assistono genitori anziani e non autosufficienti, i quali sono incapaci di occuparsi di se stessi e, conseguentemente, anche del proprio patrimonio: si pensi, ad esempio, al genitore allettato o che soffre di Alzheimer.

In presenza di queste circostanze, è bene prendere in mano la situazione e garantire in tal modo i mezzi di sostentamento necessari, ad esempio attraverso il dare in locazione un appartamento o affrontare la gestione del conto corrente bancario, gli acquisti necessari per la casa, il pagamento delle utenze, delle spese condominiali, ecc.

In tutti i casi di genitori anziani incapaci di gestire il proprio patrimonio, la legge offre al figlio due soluzioni:

  • la procura generale notarile;
  • la nomina di amministratore di sostegno.
Con la procura generale, il genitore si fa sostituire dal figlio negli affari di ordinaria amministrazione.

La procura generale notarile.

Nel caso in cui l’infermità dell’anziano non compromette le capacità cognitive, questi può attribuire al figlio una procura generale notarile per farsi sostituire nell’ordinaria amministrazione.

Rimangono in ogni caso salvi per il beneficiato i diritti personali come, ad esempio, cambiare cognome, contrarre matrimonio, adottare, separarsi, ecc.

La procura generale può essere conferita:

  • indirettamente;
  • a voce;
  • con atto scritto.

Si tratta di una delega con la quale il rappresentato (delegante) attribuisce al rappresentante (delegato) il potere di compiere atti per suo conto e in suo nome. La procura generale va fatta da un notaio e va registrata, ovvero viene tassata dall’Agenzia delle Entrate.

Il rappresentato deve essere capace di intendere e di volere, può revocare la procura in qualunque momento e può svolgere personalmente l’attività delegata.

Se il genitore è incapace di intendere e di volere il figlio può essere nominato suo amministratore di sostegno.

Legge n. 6/2004 e amministrazione di sostegno.

Qualora l’infermità, determinata da malattia improvvisa o degenerativa, causi la diminuzione della capacità intellettiva e/o di intendere e di volere del genitore anziano, occorre che il figlio, al fine di potersi sostituire al genitore, venga nominato amministratore di sostegno mediante una procedura giudiziale.

L’amministrazione di sostegno è un istituto giuridico introdotto dalla Legge n. 6/2004 e disciplinato dagli articoli 404 e ss. del Codice Civile.

La nomina dell’amministratore di sostegno viene fatta dal giudice dopo un colloquio con il soggetto beneficiario.

Spetta al giudice individuare le attività che l’anziano può ancora compiere da solo, quelle che quest’ultimo può compiere con l’assistenza dell’amministratore di sostegno e le attività che devono necessariamente essere delegate in via esclusiva all’amministratore di sostegno. Difatti, l’amministratore può essere o soltanto assistente oppure anche rappresentante.

L’istituto dell’amministrazione di sostegno presenta alcuni importanti vantaggi:

  • il provvedimento del giudice può essere modificato in qualunque momento, previa istanza, nel caso in cui mutino le circostanze;
  • i poteri dell’amministratore di sostegno sono decisi dal giudice in base alle specifiche e concrete esigenze del beneficiario;
  • l’amministrazione di sostegno può essere revocata qualora il beneficiario torni nuovamente capace di occuparsi autonomamente dei propri affari e interessi.

Dunque, trattasi di uno strumento piuttosto flessibile.

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