Assegno di mantenimento negato all’ex moglie che lavora in nero.

Assegno di mantenimento negato all'ex moglie che lavora in nero.

Indice

Chiudi

Assegno di mantenimento negato all'ex moglie che lavora in nero.

Con la sentenza n° 5603/2020 l’ex coniuge che lavora in nero non avrà più diritto all’assegno di mantenimento. Scopriamo cosa dice la Cassazione.

È la fine di un’era. Quella in cui l’assegno di mantenimento, dovuto all’ex-moglie, doveva ancora consentirle di mantenere lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio.
Con la sentenza n° 5603/2020, la Corte di Cassazione rivede in chiave moderna il concetto stesso di assegno di mantenimento e ribadisce con forza che, il riconoscimento di questo, è subordinato ad un’effettiva comparazione delle rispettive situazioni economiche, nonché ad adeguati accertamenti sulla reale situazione reddituale dell’ex-coniuge: compresi i redditi provenienti da attività saltuarie e irregolari o, per dirla comunemente, da lavoro in nero.

Tutto è iniziato così .

Divorzio e assegno di mantenimento.

La vicenda nasce da una separazione consensuale che, al momento di essere omologata dal Tribunale, vede il riconoscimento di un assegno di mantenimento di 150 euro a favore dell’ex moglie.

Nel 2013, il Tribunale di Rovigo pronuncia la cessazione degli effetti civili del matrimonio, riconoscendo all’ex moglie un assegno di mantenimento di 300 euro, sulla base della considerazione che il marito, a differenza della moglie, svolgesse un’attività lavorativa continuativa e ben remunerata.

L’uomo ricorre pertanto in appello, ma la Corte rigetta il ricorso, ribadendo quanto deciso dal Tribunale.

L’ex marito non si arrende e presenta un ricorso in Cassazione, con il quale contesta l’impostazione della Corte, che si è attenuta al principio secondo il quale l’assegno di mantenimento è volto a garantire al soggetto economicamente più debole il tenore di vita avuto durante il matrimonio.

La sentenza degli ermellini è rivoluzionaria.

Bastano pochi click!

Scarica la sentenza della Corte di Cassazione.

Qui potrai scaricare la sentenza della Corte di Cassazione. Inserisci i dati richiesti ed iscriviti alla nostra newsletter.

La sentenza della corte di Cassazione.

Cosa succede se l'ex coniuge lavora in nero?

La Suprema Corte ritiene fondato il ricorso dell’ex marito e ribadisce che:

L’assegno di mantenimento debba ritenersi come assistenziale, compensativo e perequativo, come stabilito dalla Legge n° 898 del 1970.

Pur tuttavia, secondo la Cassazione:

Non è corretto quantificare l’importo del mantenimento sulla base del tenore di vita passato, perché è indispensabile verificare le condizioni economiche delle parti, tenendo anche conto dell’effettivo contributo dato alla formazione del patrimonio famigliare e di quello personale, della durata del matrimonio e dell’età dell’avente diritto.

Secondo gli ermellini, quindi, la Corte d’Appello avrebbe dovuto valutare con attenzione le situazioni economiche e patrimoniali di entrambe le parti, prima di procedere all’assegnazione dell’assegno di mantenimento e accertare con esattezza quale fosse il reale reddito dell’ex moglie.

Inoltre, avrebbe dovuto quantificare il reale apporto economico dei due ex-coniugi durante la vita matrimoniale, invece di prendere in considerazione il solo fatto che l’ex moglie lavorasse saltuariamente e in nero.

Per questi motivi, la Corte di Cassazione rinvia la sentenza alla Corte d’Appello per un nuovo esame, aprendo un nuovo capitolo sull’annosa questione dell’assegno di mantenimento.

5/5 - (2 votes)


    Raccontaci cosa ti è successo.

    Hai bisogno di una consulenza legale? Inviaci un messaggio e in meno di 24 ore riceverai una risposta.

    contact_form_scroll
    captcha


    Questo articolo ti è risultato utile? Lascia un voto!
    Quello che pensi per noi è molto importante.



    5/5 - (2 votes)



    Articoli correlati