Apertura successione.

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Apertura della successione.

Il termine apertura della successione indica il momento, coincidente con la morte del de cuius, in cui ha inizio il procedimento successorio. L’art. 456 c.c. stabilisce che la successione si apre al momento della morte nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

Il citato articolo individua, quindi, sia la data di apertura della successione (la data di morte del de cuius) sia il luogo di apertura della successione (l’ultimo domicilio del defunto).

Data e luogo di apertura della successione sono gli elementi fondamentali di ogni procedimento successorio: ai fini della continuità dei rapporti giuridici, anche quando l’accettazione di eredità interviene in un lasso di tempo consistente rispetto alla morte del dante causa, questa retroagisce al momento dell’apertura della successione ovvero il subentro nel patrimonio ereditario avviene senza soluzione di continuità dalla data della morte del de cuius.

Il luogo di apertura della successione rileva al  fine di determinare la competenza per tutti gli adempimenti conseguenti all’apertura della successione.

Le fasi dell'apertura della successione.

L’apertura della successione si svolge in varie fasi, ognuna collegata e dipendente dalla precedente.

PUBBLICAZIONE DEL TESTAMENTO.

A seguito della morte del de cuius per prima cosa, qualora esista un testamento, occorre procedere alla sua pubblicazione presso un notaio. Per sapere se il defunto ha fatto testamento presso un notaio è possibile presentare apposita richiesta presso il Registro Generale dei Testamenti, che si trova all’Ufficio Centrale degli archivi notarili presso il Ministero della Giustizia. Coloro che sono in possesso di un testamento olografo del defunto hanno l’obbligo, ai sensi dell’art. 620 c.c., di presentarlo ad un notaio per la pubblicazione ed in merito si ricorda che la mancata presentazione del testamento olografo potrebbe integrare gli estremi del reato di occultamento di testamento di cui all’art. 490 c.p. nonchè determinare l’indegnità a succedere prevista dal numero 5) dell’art. 463 c.c. Se, invece, non esiste un testamento si apre la successione secondo legge.

VOCAZIONE E DELAZIONE. 

La seconda fase dell’apertura della successione consiste nella vocazione e delazione ereditaria. Questi due termini, che spesso vengono usati come sinonimi, in realtà indicano due aspetti dell’apertura della successione non necessariamente coincidenti. Il termine vocazione intende propriamente “la chiamata” all’eredità cioè l’individuazione dei possibili successori del defunto, la delazione invece rappresenta la concreta offerta del patrimonio ereditario ai successori. Nella maggior parte dei casi le due figure coincidono ma ciò non accade sempre. Un esempio può aiutare a comprendere meglio la distinzione: Tizio istituisce erede Caio e se questi non può o non vuole accettare l’eredità nomina in sostituzione erede Sempronia. In questo caso i chiamati sono Caio e Sempronia ma solo Caio è anche delato perchè Sempronia verrà concretamente alla successione solo nel caso in cui Caio, primo chiamato, non potrà o non vorrà accettare l’eredità.

ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ.

La  fase finale dell’apertura della successione si conclude con l’accettazione dell’eredità. Solo con l’accettazione si acquista la qualifica di erede, con tutti i pieni diritti successori che ne conseguono. L’accettazione può essere pura e semplice o con beneficio d’inventario e, salvo casi espressi stabiliti dalla legge (ad esempio nel caso di minori che devono necessariamente accettare con il beneficio d’inventario),  è liberamente possibile scegliere tra l’una o l’altra forma di accettazione.

Nel caso di accettazione pura e semplice si ha la confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell’erede per cui l’erede risponderà dei debiti ereditari anche col suo patrimonio personale; l’accettazione beneficiata, invece, impedisce tale confusione per cui i due patrimoni restano separati e l’erede risponde dei debiti ereditari nei limiti del patrimonio ricevuto.

Apertura della successione: adempimenti.

Tra gli adempimenti da porre in essere in seguito all’apertura della successione, vi è la presentazione della denuncia di successione. Trattasi di un adempimento di natura fiscale diretto al versamento nei confronti dell’Agenzia delle Entrate dell’imposta di successione, se dovuta, e delle imposte ipotecarie e catastali qualora nell’attivo ereditario vi siano beni immobili.

La denuncia di successione deve essere presentata entro un anno dalla morte del de cuius, anche da uno solo degli eredi con efficacia anche per tutti gli altri. Al fine della predisposizione e trasmissione della denuncia di successione è possibile rivolgersi agli intermediari abilitati, quali ad esempio avvocati esperti in diritto successorio.

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