Adempimenti per la successione.

Adempimenti per la successione.

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La dichiarazione di successione.

Una delle pratiche di successione da porre in essere in caso di decesso è la denuncia di successione.

Tale adempimento rappresenta un obbligo di natura fiscale diretto al pagamento nei confronti dello Stato dell’imposta di successione, nei casi in cui questa è dovuta, e dell’imposta ipotecaria e catastale se nell’attivo ereditario sono ricompresi beni immobili.

Essa va presentata entro un anno dall’apertura della successione e quindi entro un anno dalla morte del de cuius.

Da alcuni anni, e precisamente dal 2017, la vecchia denuncia di successione, presentata a mezzo modello cartaceo, è stata sostituita dalla denuncia di successione telematica. In particolare le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006 devono essere trasmesse in via telematica attraverso i canali messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, ovvero Fiscoline in caso di presentazione diretta da parte del contribuente, o Entratel, in caso di presentazione attraverso intermediario abilitato (es avvocato, notaio, Caf ecc..).

Il vecchio modello cartaceo continua ad essere utilizzato per le successioni apertesi antecedentemente al 3 ottobre 2006 e per le successione integrative di prima successione che sia stata presentata in modalità cartacea.

Non occorre che la denuncia di successione sia presentata da tutti gli eredi, essendo sufficiente la presentazione da parte di uno solo di essi.

La legge prevede l’esonero dalla presentazione della denuncia di successione se ricorrono contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • l’eredità è devoluta a coniuge e parenti in linea retta;
  • l’eredità ha un valore non superiore ad euro 100.000;
  • l’eredità non comprende beni immobili.

Cosa va in successione?

Nella denuncia di successione in caso di morte occorre indicare tutti i beni e diritti di cui il de cuius era titolare, i quali compongono l’attivo ereditario, nonché tutti i debiti facenti parte del passivo ereditario. Il momento temporale a cui fare riferimento per l’indicazione di detti beni e del loro valore e importo è quello della data di apertura della successione. Così ad esempio, il conto corrente bancario andrà inserito per una somma pari a quella risultante secondo l’attestazione rilasciata dalla Banca alla data della morte.

Come fare la successione di morte?

In particolare, nell’attivo ereditario occorre indicare i beni immobili di proprietà del defunto (salvo che si tratti di immobili su cui il de cuius era titolare  solo di un diritto di usufrutto perché questo è un diritto che si estingue con la morte, quindi non è trasmissibile per successione ma si consolida automaticamente in favore del nudo proprietario), conti correnti e depositi bancari, quote ed azioni in società. Per i beni mobili la norma prevede una presunzione del 10% per cui, a meno che non li si indichi analiticamente con un inventario contenente il loro valore, non occorre indicarli specificamente ma sul valore complessivo dell’asse la legge calcola un’aliquota presunta del 10% da imputare a valore dei beni mobili.

Non cadono in successione, e quindi non bisogna indicarli nella denuncia, le polizze assicurative in quanto il beneficiario della polizza acquista il diritto in virtù del contratto assicurativo stipulato in vita e non in virtù  della successione.

Le automobili intestate al defunto non vanno inserite nella denuncia di successione ma occorrerà fare l’intestazione al P.R.A. in favore degli eredi.

Nel passivo ereditario vanno indicati i debiti già esistenti al momento della morte del de cuius, le spese mediche sostenute dagli eredi negli ultimi sei mesi di vita del de cuius, per ricoveri, medicine ecc. (comprovandone ovviamente con la relativa documentazione la spesa sostenuta) e le spese funerarie per un importo massimo di euro 1.032,91.

Quali imposte bisogna pagare in caso di successione?

IMPOSTA DI SUCCESSIONE.

Con la presentazione dell’atto di successione ereditaria sorge l’obbligo di pagare l’imposta di successione sulla base imponibile pari alla differenza tra attivo e passivo ereditario.
Le aliquote variano a seconda della linea di parentela esistente con il defunto; esistono poi diverse  franchigie da considerare, ossia dei limiti di valore al di sotto dei quali in alcuni casi non va versata l’imposta di successione.

Più precisamente, le aliquote dell’imposta di successione sono:

  • 4% nei confronti del coniuge e parenti in linea retta, da applicare sul valore netto eccedente l’importo di  un milione di euro per ciascun beneficiario;
  • 6% nei confronti di fratelli e sorelle, da applicare sul valore netto eccedente l’importo di centomila euro per ciascun beneficiario;
  • 6% nei confronti di altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea collaterale fino al terzo, da applicare sul valore netto senza alcuna franchigia;
  • 8% nei confronti di tutti gli altri soggetti senza alcuna franchigia.

L’imposta di successione viene liquidata dall’ufficio ed entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione occorre procedere al relativo versamento. È possibile pagare l’imposta a rate versando entro 60 giorni almeno il 20% dell’importo complessivo ed il restante importo in 8 rate trimestrali con pagamento dei relativi interessi.

IMPOSTA IPOTECARIA E CATASTALE.

Se nell’attivo ereditario sono ricompresi beni immobili occorre versare l’imposta ipotecaria e catastale nella misura rispettivamente del 2%  e dell’1% del loro valore (se si tratta di immobili su cui è possibile richiedere le agevolazioni prima casa le imposte ipotecarie e catastali ammonteranno invece alla misura fissa di euro 200 ciascuna).

L’imposta ipocatastale è versata in autoliquidazione dal contribuente, ovvero va effettuato il pagamento al momento della presentazione della denuncia di successione e non è possibile richiedere la rateizzazione.

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