Novità sul negato imbarco per inadeguatezza dei documenti di viaggio.

Negato imbarco per inadeguatezza dei documenti di viaggio.

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Con la sentenza del 30 aprile 2020, la Corte di Giustizia Europea ha chiarito, una volta per tutte, la corretta interpretazione del Regolamento CE 261/04 in materia di tutela dei passeggeri, che si trovano a sperimentare disservizi, ritardi e mancati imbarchi. E lo ha fatto prendendo in considerazione un caso specifico, ossia il mancato imbarco per inadeguatezza dei documenti.

Da oggi, quindi, se la tua compagnia aerea ti nega l’imbarco, adducendo come motivazione l’irregolarità della documentazione di viaggio, sappi che potrai fare ricorso ed ottenere una giusta compensazione economica.

Cos'è il negato imbarco?

Negato Imbarco per inadeguatezza dei documenti di viaggio.

L’enorme numero di voli che in breve tempo collegano città lontanissime fra loro, ha inciso profondamente sul nostro stile di vita, e non solo per ciò che concerne le vacanze. I viaggi di studio, ma soprattutto di lavoro sono aumentati in modo esponenziale e milioni di passeggeri contano sulle compagnie aeree per raggiungere un’importante riunione, partecipare a un concorso o anche solo per visitare una sede estera della propria azienda.

Questo significa che un negato imbarco può ripercuotersi duramente sulla carriera, la reputazione e, a volte, il futuro di un passeggero, che si trova costretto a rimanere a terra per questioni meramente burocratiche e a disattendere impegni già presi, spesso molto importanti.

Cos’è il negato imbarco?

Questa circostanza è una delle più temute dai passeggeri e solitamente si verifica in caso di overbooking, ossia quando la compagnia aerea emette più biglietti di quanti passeggeri possa realmente imbarcare.

Ma ci sono altri casi in cui l’imbarco può essere negato e uno di questi è proprio quello su cui la Corte di Giustizia è stata chiamata a pronunciarsi, ossia il mancato imbarco per inadeguatezza dei documenti.

In poche parole, se non hai con te la carta d’imbarco o il passaporto o il visto del paese di destinazione, la compagnia aerea può lasciarti a terra.

La novità sta nel fatto che da oggi se ne assume anche la responsabilità, per cui se la sua valutazione è errata, sarà costretta a risarcirti un cospicuo risarcimento pecuniario.

Tutto ciò, grazie alla determinazione di un passeggero kazako che, vistosi negato l’imbarco per inadeguatezza di documenti, nonostante li avesse tutti perfettamente in regola, ha deciso di rivolgersi al tribunale competente.

La vicenda.

L'avventura del passeggero kazako lasciato a terra.

La vicenda che ha portato al ricorso alla Corte di Giustizia Europea, come dicevamo, riguarda un cittadino kazako, che a causa di un negato imbarco, si è visto sfumare l’occasione di partecipare ad un importante concorso pubblico in Romania.

Ma cos’è successo?

La storia è questa: il passeggero, proveniente dal Kazakistan si trova sull’isola di Cipro, provvisto di regolare documentazione, che gli consente di soggiornare in modo temporaneo in territorio cipriota, in attesa di prendere il volo per la sua destinazione finale, Bucarest.
Prima della data del volo verso la capitale rumena, il passeggero contatta le autorità del paese di destinazione, che gli assicurano che la documentazione in suo possesso è valida ai fini dell’ingresso nel paese. Non solo, glielo mettono persino per iscritto!

Una volta arrivato il giorno del volo e presentatosi al controllo documenti, però, lo attende un’amara sorpresa: il personale aeroportuale della compagnia aerea gli nega l’imbarco, motivando tale decisione con una supposta non validità dei documenti in suo possesso.

Risultato? Il cittadino kazako rimane a terra e perde l’occasione di partecipare a quel concorso, per il quale si era preparato tanto e che gli avrebbe permesso di ottenere il lavoro dei suoi sogni. Ma l’ormai ex-passeggero non si da per vinto e ricorre al Tribunale di Larnaca, chiedendo giustizia.

Il tribunale cipriota, indeciso sulla direzione da prendere, coinvolge la Corte di Giustizia Europea sulla corretta interpretazione da dare al Regolamento CE 261/04 in merito alla tutela dei diritti dei passeggeri. E la Corte, da ragione al cittadino kazako.

La sentenza della Corte UE rappresenta un ulteriore passo in avanti in favore dei passeggeri del trasporto aereo, che nel contenzioso con le potenti compagnie aeree si configurano sempre come la parte più debole del contratto, stipulato al momento dell’acquisto del biglietto.

Bastano pochi click!

Scarica il Regolamento CE 261/04.

Qui potrai scaricare il Regolamento Europeo 261/04. Inserisci i dati richiesti ed iscriviti alla nostra newsletter per avviare il download.

Il ricorso alla Corte di Giustizia Europea.

La sentenza della Corte UE: se il negato imbarco non è giustificato, la compagnia deve risarcire.

Nel suo ricorso, il cittadino kazako si appella al Regolamento CE 261/04, che stabilisce una serie di norme valide per tutti i paesi facenti parte dell’Europa e finalizzate alla tutela dei passeggeri in caso di disservizi. E, soprattutto, contiene precise disposizioni in merito alle compensazioni economiche dovute in caso di mancato imbarco.

Il Regolamento adottato da tutti i paesi europei sancisce che per “negato imbarco” si intende:

Il rifiuto di trasportare passeggeri su un volo, sebbene i medesimi si siano presentati all’imbarco nel rispetto delle condizioni di cui all’art. 3, paragrafo 2, salvo se vi sono ragionevoli motivi per negare loro l’imbarco, quali ad esempio motivi di salute o di sicurezza, ovvero documenti di viaggio inadeguati.

La Corte di Giustizia si focalizza su quest’ultima frase, sostenendo che da nessuna parte si evince, però, che il vettore aereo abbia il diritto di dichiarare la documentazione valida o irregolare e che solo un giudice competente ha il potere di farlo o le autorità nazionali di destinazione.

Di conseguenza, in forza del contratto che si firma al momento dell’acquisto del biglietto, la compagnia aerea ha ancora il potere di verificare la validità o meno dei documenti di viaggio, ma si assume anche la piena responsabilità delle sue decisioni.

Cosa significa?

Che se, come nel caso del cittadino kazako, vieni lasciato a terra, sebbene tu abbia tutti i documenti in ordine, avrai diritto ad un risarcimento.

Risarcimento che non sempre è facile da ottenere: per questa ragione, il consiglio è sempre quello di affidarti a un legale, che possa trattare con la compagnia aerea e far valere i tuoi diritti.

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