Unione civile e cognome.

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Unione civile e cognome: quale scegliere?

A partire dal 2016 l’Italia ha superato il gap che la divideva dalla maggior parte dei paesi europei e ha finalmente concesso alle coppie omosessuali di formalizzare la loro unione, dalla quale derivano tutta una serie di diritti e di doveri simili a quelli del matrimonio.

Con la legge Cirinnà, infatti, oggi puoi “sposare” il tuo partner e dare vita ad un vero e proprio nucleo famigliare. Per farlo, vi basterà soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere maggiorenni;
  • appartenere allo stesso sesso;
  • non essere già sposati o uniti civilmente con altri;
  • non avere alcun legame di parentela;

Una volta dichiarata la volontà di costituire un’unione civile di fronte all’ufficiale di Stato Civile del comune, sarete quindi una famiglia, ma soprattutto una coppia ufficiale, che dovrà ritenersi obbligata all’osservanza di alcuni doveri, come l’obbligo all’assistenza morale e materiale e quello alla coabitazione. Ma cosa succede al cognome?

Unione civile e scelta del cognome.

Il doppio cognome nelle unioni civili.

La vicenda della scelta del cognome nelle Unioni Civili è particolarmente travagliata. Nel matrimonio, infatti, la legge prevede che sia la donna ad aggiungere il cognome del marito al proprio, per tutti gli usi quotidiani, senza che questo richieda la modifica dei suoi documenti di identità.

In un primo momento, invece, la legge Cirinnà prevedeva che i due “coniugi” potessero scegliere quale cognome adottare, aggiungendolo a quello del partner. Nel caso, quindi, che Mario Rossi si unisse a Paolo Bianchi, la coppia poteva indicare un cognome comune a scelta fra Rossi Bianchi o Bianchi Rossi. Poteva, quindi, modificare di conseguenza la propria scheda anagrafica, compresi i documenti, con tutta la confusione che ne derivava.

Tuttavia, l’anno successivo all’entrata in vigore della legge, una serie di decreti attuativi hanno cancellato questa imposizione, rendendo quindi possibile l’adozione del cognome del partner, senza dover però “cambiare identità”.

Se da una parte questa modifica semplifica la questione, dall’altra parte la complica, perché nel caso in cui ci siano dei figli, il cognome non gli potrà essere trasmesso. Un passo avanti e uno indietro, nella complicata battaglia per restituire alle coppie omosessuali la dignità che meritano.

Differenze fra unione civile e matrimonio.

Diritti e doveri derivanti dall'unione civile.

Il vero passo in avanti ottenuto con la Legge Cirinnà, però, sono i diritti che maturerai una volta “sposato”. Avrai infatti il diritto alla pensione di reversibilità, alla successione, al ricongiungimento famigliare ed avere tutte le informazioni relative allo stato di salute del tuo partner. Nel malaugurato caso dovesse trovarsi in fin di vita, sappi che potrai prendere in sua vece tutte le decisioni del caso, come ad esempio decidere di donare gli organi.

Rispetto ad una coppia eterosessuale ufficialmente coniugata, ci saranno solo due differenze: nell’unione civile non vi è l’obbligo di reciproca fedeltà, né è prevista la possibilità di ricorrere all’adozione. Sappi, però, che la legge permette alle coppie omosessuali di adottare i figli biologici del partner: un percorso non facilissimo, ma assolutamente legittimo.

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