Responsabilità del pedone se viene investito mentre è al cellulare

Responsabilità del pedone se viene investito mentre è al cellulare.

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Responsabilità del pedone se viene investito mentre è al cellulare

Si sentono spesso notizie di cronaca che riportano di investimenti a causa di una guida sconsiderata ma, cosa accade se il pedone è al cellulare al momento dell’impatto? Vediamo di scoprirlo con questo articolo dedicato proprio ad una sentenza della Corte di Appello del Tribunale di Trieste che tratta questo specifico caso.

Cosa è successo? 

“La vittima dell’incidente una mattina si trovava su un marciapiede vicino ad una fermata dell’autobus. Quando ha visto arrivare il mezzo di trasporto pubblico, ha richiamato l’attenzione del conducente che arrestava l’autobus ad alcuni metri di distanza dalla fermata, a causa della presenza di molti veicoli in sosta. La donna, a questo punto, scendendo dal marciapiede e parlando al cellulare, si è recata velocemente verso l’autobus ma è in quel momento che, un auto intenta a sorpassare l’autobus, la investe. A causa dell’impatto, la vittima si è ritrovata a terra riportando diversi traumi agli arti inferiori”.

Per questo motivo la signora decide di chiamare in causa innanzi al Giudice di Pace sia il proprietario del veicolo, sia il Fondo di garanzia per le vittime della strada richiedendo un risarcimento del danno ricevuto, quantificabile in 5020€. Il Giudice di Pace ha respinto la domanda di risarcimento ed è per questo che la signora ha preferito proseguire facendo domanda in appello.

Se il pedone è al telefono è responsabile del proprio investimento all’80?

Il Tribunale di Trieste, chiamato ad esprimersi sul caso in questione, ha ricordato che, per legge, va applicato l’art. 2054 c.c, che al comma 1 afferma quanto segue:

“Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.”

Secondo il tribunale va però specificato che “la prova liberatoria di cui all’art. 2054 c.c., nel caso di danni prodotti a persone o cose dalla circolazione di un veicolo, non deve essere necessariamente data in modo diretto (cioè dimostrando di avere tenuto un comportamento esente da colpa e perfettamente conforme alle regole del codice della strada), ma può risultare anche dall’accertamento che il comportamento della vittima sia stato il fattore causale esclusivo dell’evento dannoso, comunque non evitabile da parte del conducente, attese le concrete circostanze della circolazione e la conseguente impossibilità di attuare una qualche idonea manovra di emergenza.

Alla stregua di questi criteri si è ritenuto in particolare che, il pedone, il quale attraversi la strada sia pure sulle apposite “strisce pedonali” immettendosi nel flusso dei veicoli marcianti alla velocità imposta dalla legge, non prestando la dovuta attenzione e parlando al cellulare, pone in essere un comportamento colposo che può costituire causa esclusiva del suo investimento da parte di un veicolo. Quindi, qualora il fatto sussista, il conducente, sul quale grava la presunzione di responsabilità di cui al primo comma dell’art. 2054 c.c., dovrà dimostrare che l’improvvisa ed imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’evento dannoso, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza.

Ed effettivamente, almeno in questo specifico caso, sembra essersi verificata proprio questa eventualità in quanto, secondo la sentenza,

“risulta incontrovertibile la connotazione colposa della condotta della pedone la quale, in disprezzo delle regole sulla circolazione stradale e di normale prudenza, si è immessa repentinamente sulla strada, parlando a telefono e senza neanche guardare se sopraggiungessero veicoli.”

La condotta della vittima ha dunque fatto emettere al Tribunale di Trieste una sentenza che prevede l’attribuzione di colpa dell’ 80%  al pedone (la vittima) e solo per il restante 20% al conducente dell’auto.

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