Quali sono gli svantaggi della comunione dei beni?

Quali sono gli svantaggi della comunione dei beni?

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Prima del matrimonio, oltre alla scelta del ristorante, delle partecipazioni e degli invitati, i due futuri coniugi dovranno prende un’importante decisione: scegliere il regime patrimoniale da adottare.

“Comunione o separazione dei beni pro e contro” è uno degli argomenti più ricercati in rete dalle giovani coppie in procinto di sposarsi. Ciò che è importante notare a questo punto è che, secondo le ultime indagini effettuate dall’ISTAT, ben 138.123 coppie nel 2017 hanno scelto la separazione dei beni. Sicuramente un dato da non trascusare.
Perché questa scelta nel non avere beni in comunione?
Quali sono gli svantaggi della comunione dei beni?

In questo articolo tratteremo nel dettaglio cosa succede con:

  • La separazione dei beni dopo il matrimonio quanto costa (e in caso di divorzio);
  • Spiegheremo in parole semplici qual è la differenza tra comunione e separazione dei beni;
  • Quali sono i vantaggi della separazione dei beni;
  • Analizzeremo quali sono tutti i pro e contro.

Infine, cercheremo di chiarire la questione spinosa della casa cointestata quando si sceglie la condivisione dei beni.

Facciamo chiarezza.

Quali sono gli svantaggi della comunione dei beni?

Scegliere la comunione dei beni come regime patrimoniale può avere dei vantaggi ma nello stesso tempo anche degli svantaggi. Prima di vedere quali sono i vantaggi e gli svantaggi della comunione dei beni, bisogna prima di tutto capire la differenza tra la separazione dei beni e la comunione legale dei beni.
Con divisione dei beni, si intende quel regime patrimoniale in cui entrambi i coniugi continuano ad avere, anche dopo le nozze, la titolarità dei beni acquistati durante e prima del matrimonio.
Tale regime patrimoniale potrà essere adottato anche successivamente al matrimonio in comunione dei beni, ma ovviamente avrà un costo.
Con la comunione di beni invece i coniugi hanno in comunione quasi la totalità dei beni acquistati durante il matrimonio o dei beni ereditati dopo il matrimonio, eccetto, chiaramente, quelli personali e quelli già in possesso prima del matrimonio.

Precisiamo che, secondo l’articolo 159 del Codice Civile, la comunione legale dei beni verrà instaurata direttamente all’atto di sottoscrizione del matrimonio, senza l’obbligo di richiesta da parte dei coniugi.

Il regime patrimoniale legale della famiglia, in mancanza di diversa convenzione stipulata a norma dell’articolo 162, è costituito dalla comunione dei beni, regolata dalla sezione III del presente capo

Fatta questa breve distinzione tra le due tipologie di regime patrimoniale, vediamo insieme quali sono gli svantaggi della comunione dei beni.

Consigli utili.

La comunione dei beni: perchè evitarla?

Sicuramente gli svantaggi relativi alla comunione legale dei beni sono molteplici e sorgono principalmente in caso di divorzio.

Uno degli svantaggi della comunione legale dei beni è il fatto che non si possiede la piena titolarità di un bene in quanto tutto ciò che si acquista durante il matrimonio appartiene ad entrambi i coniugi.

In alcuni casi però questo aspetto può essere considerato anche un vantaggio per uno dei due coniugi. 

Un esempio pratico potrebbe essere l’acquisto di una seconda casa pagata interamente dal marito. In caso di divorzio la proprietà sarà del 50% del marito e 50% della moglie pur non avendo contribuito economicamente.

Un altro svantaggio per chi sceglie questo regime patrimoniale è quello riguardante i diritti ereditari. Infatti, nonostante la comunione dei beni, i diritti ereditari sono personali, cioè i beni ereditati saranno solo del coniuge figlio/parente del defunto.

Un esempio potrebbe essere quello del caso in cui la moglie percepisca in eredità una casa.
La titolarità del bene ereditato non è intaccato dal regime di comunione legale dei beni, resta quindi di proprietà esclusiva della moglie. In caso di separazione, la proprietà ereditata non sarà considerata come bene in comune.  Quindi lo svantaggio per il marito in questo caso è quello di dover pagare eventuali tasse per il possesso di una seconda casa ma non esserne proprietario.

Infine, nel caso in cui uno dei coniugi abbia un’attività commerciale e questa sia in fallimento oppure in condizioni economiche critiche, gli eventuali creditori potrebbero rifarsi sui beni di tutta la famiglia e non solo su quelli riconducibili al titolare dell’azienda.

Regime patrimoniale dal 2004

  • Comunione dei beni
  • Separazione dei beni

Separazione dei beni dopo il matrimonio.

Come già anticipato, gli svantaggi relativi alla comunione legale dei beni sorgono principalmente in caso di divorzio.
Infatti, uno dei principali svantaggi, è la distinzione tra beni posseduti prima o acquistati dopo il matrimonio.

Tuttavia esistono beni di appartenenza certa e non dubbia.
La distinzione tra i due beni viene effettuata attraverso le date di acquisto di un determinato bene mobile oppure immobile. Infatti, attraverso le date è possibile risalire l’appartenenza a uno o a entrambi i coniugi.

In caso di divorzio tutti i beni acquisiti durante il matrimonio (ad esempio l’acquisto di una casa cointestata), andranno divisi a metà oppure direttamente venduti dividendo il guadagno ricavato.

Qualora decidessi di fare la separazione dei beni dopo il matrimonio, sappi che non dovrai necessariamente divorziare o separarti.
Se vuoi sapere quanto costa la separazione dei beni dopo il matrimonio ti consiglio di leggere questo articolo di approfondimento fino in fondo.

Cosa succede se uno dei due partner ha un’attività in fallimento e ci si trova in regime di separazione dei beni?

Grazie al regime di separazione dei beni, i creditori potranno aggredire solo il patrimonio del proprietario dell’attività in fallimento e non quello del coniuge. Inoltre, nel caso in cui i due coniugi abbiano una casa cointestata, i creditori potranno rivalersi esclusivamente del 50% del valore dell’immobile e non nella sua interezza.

La casa cointestata.

Con la sentenza numero 11668 del 14 maggio 2018, la corte di cassazione ha riconfermato che in caso di comunione di beni i coniugi sono contitolari, al 50%, degli acquisti fatti dal giorno del matrimonio a quello dell’eventuale divorzio.

Nel caso in cui però la casa è acquistata prima del matrimonio da uno dei due partner, questa non è intaccata dal regime di comunione legale dei beni e di conseguenza non può essere considerata casa cointestata.
Questo accade anche quando la casa è data in donazione ad uno dei due coniugi prima oppure durante il matrimonio.

Attenzione: La casa acquistata dopo il matrimonio non rientra nel regime di comunione dei beni qualora serva per un interesse personale del singolo coniuge.

Se i due coniugi hanno scelto il regime patrimoniale della separazione dei beni, nel momento in cui decidono di acquistare una casa, possono scegliere se cointestarla dividendo così il 50% della proprietà, oppure grazie al regime scelto, sarà possibile intestare il 100% dell’immobile ad uno dei due in base alle proprie peculiari esigenze.  

Hai cambiato idea?

È possibile cambiare regime patrimoniale dopo il matrimonio?

La coppia di sposi può scegliere al momento delle nozze di adottare il regime patrimoniale della comunione legale dei beni oppure quello della separazione.
La scelta viene effettuata attraverso una dichiarazione al momento della celebrazione delle nozze. Nel caso in cui la coppia non ha effettuato alcuna specifica opzione all’atto, il regime patrimoniale vigente sarà quello della comunione legale dei beni. 

Precisiamo che non si tratta tuttavia di un regime irreversibile, ma potrà essere cambiato in qualsiasi momento.

Quindi, puoi stare tranquillo, la divisione dei beni dopo il matrimonio è possibile. Il problema, magari, può risiedere non tanto nel “come si fa la separazione dei beni” ma nelle spese da sostenere che, specialmente di questi tempi, non tutti possono affrontare.

Quanto costa fare la separazione dei beni?

Per poter effettuare il cambio del regime patrimoniale da comunione dei beni a quello della separazione dei beni, occorre stipulare un atto pubblico notarile in presenza di due testimoni. Il costo di tale operazione si aggira all’incirca intorno ai 1.500,00€.

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