Pulizia delle scale in nero: quali sono i rischi per i condomini?

Pulizia scale condominiali in nero.

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Art. 1129 c.c., comma 7, e la Legge Finanziaria 2017.

Lavoro nero in condominio: obbligo di stipulare un regolare contratto con il suo dipendente.

Il condominio deve sempre stipulare un regolare contratto per il suo dipendente.

Non sono pochi i condomini che per la pulizia delle scale si rivolgono a persone che svolgono questo tipo di lavoro saltuariamente oppure, sebbene si affidino a delle specifiche cooperative, al fine di risparmiare, preferiscono ugualmente che non rimanga traccia del pagamento.

In queste circostanze si configurano vere e proprie ipotesi di lavoro nero (lavoro irregolare).

L’art. 1129 c.c., modificato dalla Legge n. 220 dell’11 dicembre 2012 (riforma del condominio), al settimo comma, dispone che

L’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.

Ciò significa che è vietato al condominio qualunque pagamento in contanti e che lo stesso è tenuto ad effettuare pagamenti esclusivamente tramite conto corrente bancario o postale.

Tale divieto è divenuto assoluto a partire dall’1 gennaio 2017 con l’entrata in vigore della Legge Finanziaria e concerne i soli corrispettivi dovuti dal condominio a favore degli appaltatori di opere o di servizi, i quali svolgono questi lavori nell’ambito dell’esercizio di impresa.

Il divieto in questione si applica a qualunque importo, anche se inferiore ai 2.000 euro.

Il pagamento delle suddette attività deve avvenire attraverso uno degli strumenti tracciabili che seguono:

  • carte di credito, carte di debito o carte prepagate;
  • bonifico bancario o postale;
  • assegno bancario o postale;
  • assegno circolare o vaglia postale.

Qualora l’obbligo di pagare mediante strumenti tracciabili venga violato, scatta una sanzione amministrativa fino a 3.000 euro.

Nell’ipotesi di lavoro in nero, a norma del D. lgs. n. 151/2015, il datore di lavoro (condominio e amministratore) può incorrere in sanzioni che arrivano fino a 36.000 euro.

Più nello specifico, per il condominio che non stipula un regolare contratto per il suo dipendente sono previste delle multe che partono da una fascia minima di 1.500 – 9.000 euro (nel caso in cui i giorni di impiego effettivo siano meno di 30) e arrivano fino a un massimo di 36.000 euro (nell’ipotesi in cui l’impiego effettivo superi invece i 60 giorni).

Pulizia scale condominiali in nero.
A chi ci si deve rivolgere per denunciare un lavoro in nero?

Pulizia delle scale in nero: la denuncia.

Il lavoro in nero in Italia è ormai una consuetudine. Ma come denunciare lavoro in nero?

In ordine all’evasione fiscale, si può denunciare lavoro in nero rivolgendosi alla Guardia di Finanza oppure all’Agenzia delle Entrate. Il reato scatta nel momento in cui si verificano illeciti che consistono, ad esempio, nell’emissione di fatture false allo scopo di beneficiare di agevolazioni di imposta.

Nel caso in cui invece non vengano rispettati i principi relativi alla sicurezza sul lavoro, la denuncia va sporta presso l’Ispettorato del Lavoro.

Inoltre, il lavoratore irregolare può presentare denuncia per lavoro in nero anche al proprio sindacato di categoria: in tal caso, avrà luogo una vertenza sindacale e al dipendente in nero sarà data la possibilità di risolvere la sua situazione bonariamente attraverso la conciliazione. Se le parti non riusciranno a raggiungere un accordo, la controversia passerà al vaglio del Tribunale.

Nell’ipotesi di pulizia delle scale in nero, a seconda del soggetto che presta il servizio, si rischiano le seguenti sanzioni:

  • se trattasi di lavoro affidato ad una cooperativa o ditta che svolge questa attività regolarmente e a livello imprenditoriale, il pagamento in nero viola non soltanto l’obbligo di stipulare regolare contratto (in tal caso scattano sanzioni fino a 36.000 euro), ma anche quello di pagare con strumenti tracciabili (sanzione di 3.000 euro);
  • se la pulizia delle scale condominiali non è affidata a soggetto che svolge attività d’impresa, vengono altresì violati la Legge n. 82 del 1994 e il decreto ministeriale attuativo n. 274 del 7 luglio 1997, con applicazione delle conseguenti sanzioni.

Dunque, fare lavorare in nero un dipendente è molto rischioso.

Per il lavoro a nero è responsabile il soggetto che ha commissionato e pagato il lavoro stesso; nel caso della pulizia delle scale in nero è responsabile per il lavoro irregolare non solo l’amministratore, ma tutta la compagine condominiale.

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