Telecamere in condominio: dove installarle?

Telecamere in condominio

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Legge n. 220/2012 e videosorveglianza in condominio.

È lecita l’installazione delle videocamere in condominio?

La riforma del condominio, intervenuta con la Legge n. 220/2012, ha introdotto importanti novità, fra cui quelle che concernono la disciplina della videosorveglianza.

La legge dice che si possono installare telecamere in un condominio, purché nel rispetto della disciplina contenuta nel codice in materia di trattamento dei dati personali (d. lgs. 1986/2003) e dei provvedimenti assunti dal Garante della privacy.

Inoltre, dal momento che non si pone in contrasto con la normativa europea di cui al regolamento n. 679/2016, deve essere considerato ancora vigente il provvedimento generale del Garante in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010.

Dunque, anche se il condominio è libero di installare delle telecamere di videosorveglianza, deve farlo nel rispetto degli adempimenti indicati dalla legge.

L’articolo 1122 ter c.c. dispone che

Le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea.

Ciò significa che l’assemblea condominiale può deliberare sull’introduzione di impianti di videosorveglianza, il cui scopo dovrà essere unicamente la tutela della sicurezza di cose e persone, ossia dei beni comuni e dei condomini o dei familiari di questi ultimi. Occorre, però, un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

I posti in cui di solito vengono posizionate le telecamere in condominio sono, ad esempio, gli atri, gli ingressi, il cortile, ecc.

La videosorveglianza condominiale è ammessa esclusivamente per motivi di sicurezza e, in tali casi, l’amministratore di condominio è tenuto a far posizionare degli appositi cartelli in luoghi visibili e aperti al pubblico che informino della presenza delle videocamere: queste ultime, infatti, potrebbero riprendere le parti comuni, ossia quelle in cui potrebbe passare una persona che non faccia parte del condominio.

I cartelli non sono, invece, obbligatori qualora le riprese vengano effettuate dai singoli condòmini per uso esclusivamente personale.

Possono i singoli condomini installare delle telecamere per uso privato?

Telecamere installate dal singolo condomino.

Il singolo condomino può installare videosorveglianza senza previa autorizzazione del condominio, a patto che collochi le telecamere nelle aree di sua esclusiva proprietà.

Dai monitor delle stesse il condomino dovrà vedere solo la porta della sua abitazione e non tutto il pianerottolo, dove passa altra gente. Poi ancora, ad esempio, le telecamere da lui installate non dovranno inquadrare tutta la strada se posizionate all’esterno, come pure non dovranno riprendere l’intero garage, ma solo il suo posto auto, ecc.

Nel caso in cui il condomino collochi delle telecamere private in condominio senza rispettare tali norme, dal momento che viola la normativa sulla privacy, incorre in sanzioni civili e penali ed è obbligato a risarcire eventuali danni.

Per la Cassazione, infatti, questa è una delle circostanze in cui si commette reato di interferenze illecite nella vita privata.

Tuttavia,

non sussistono gli estremi atti ad integrare il delitto di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis c.p.) nel caso in cui un soggetto effettui riprese dell’area condominiale destinata a parcheggio e del relativo ingresso, trattandosi di luoghi destinati all’uso di un numero indeterminato di persone e, pertanto, esclusi dalla tutela di cui all’art. 615 bis cod. pen., la quale concerne, sia che si tratti di “domicilio”, di “privata dimora” o “appartenenze di essi”, una particolare relazione del soggetto con l’ambiente in cui egli vive la sua vita privata, in modo da sottrarla ad ingerenze esterne indipendentemente dalla sua presenza (Cass. Pen. 71/2013).

Secondo, invece, l’interpretazione offerta dalla Corte Costituzionale (Corte Cost., sent. n. 149/2008), affinché si parli di violazione della privacy occorre che un soggetto ignori gli accorgimenti presi da un altro per evitare che ciò che succede nella sua proprietà sia visto da tutti. Ad esempio, se fai crescere una siepe attorno al tuo  giardino perché non vuoi che gli altri ti vedano mentre prendi il sole, commette reato la persona che si arrampica sulla siepe per osservare tutto quello che accade al di là della stessa.

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