Abuso edilizio: Condono, sanatoria, costi e sanzioni.

Ruspa che abbatte un edificio costruito con un abuso edilizio.

Indice

Chiudi
Investimenti immobiliari.

Abuso edilizio: Condono, sanatoria, costi e sanzioni.

Gli italiani hanno sempre amato l’idea di investire i propri risparmi in modalità sicure. La spregiudicatezza e l’approccio sicuramente più dinamico, ma al contempo rischioso e talvolta nettamente più remunerativo, all’investimento dei paesi anglosassoni, non ha mai influenzato i cittadini del “bel Paese”, anzi.
Con l’arrivo della crisi finanziaria mondiale e l’incertezza dilagante sul futuro prossimo, ancor più di prima si è propensi, qualora se ne abbiano le possibilità, a comprare degli immobili che possano fruttare un rendita.

Proprio sulla base di questa enorme crisi, si sono aperti degli scenari sicuramente interessanti dal punto di vista immobiliare.

Non è un caso infatti, che alla data di oggi, si riescano ancora a trovare immobili di un certo valore, a prezzi sicuramente al di sotto della media di mercato. Capita non di rado infatti, un pò ovunque, sia al bar chiacchierando con gli amici, che parlando con un professionista esperto in transazioni immobiliari, di sentirsi dire che questo sia un periodo giusto per comprare e non per vendere.

Certo, chi vende avrà sicuramente le sue buone ragioni ma, è risaputo che la pretesa di ottenere quanto all’epoca eventualmente si è speso è davvero irragionevole.

Alcune persone vendono, altre comprano, è così che va avanti il mondo. E proprio sulla base di questo periodo particolarmente florido per i piccoli e grandi investitori immobiliari che è facile trovarsi ad eseguire interventi edilizi in assenza dei documenti richiesti o difformi dai titoli attualmente in possesso.

Differenze tra abuso e difformità.

Che cos'è un abuso edilizio?

Chiariamo immediatamente questo punto a scanso di equivoci: l’abusivismo edilizio e la difformità edilizia sono la stessa e identica cosa. Nel linguaggio colloquiale si dice abuso edilizio ma tecnicamente si chiama difformità edilizia.

L’abuso edilizio è un illecito che, a seconda dei casi, può avere conseguenze penali o amministrative. In Italia questo reato è stato così largamente diffuso che in passato alcuni governi, per far fronte a questa piaga sociale, hanno dovuto varare dei condoni.

Ma quando si parla di abusivismo edilizio?

Si verifica quando un soggetto esegue o ha eseguito un’opera edilizia (ampliamento di volume o di superficie o qualsiasi altro intervento che comporta la modifica della sagoma, compreso il cambio di destinazione d’uso) in assenza o in difformità anche parziale dell’autorizzazione amministrativa, ovvero che ha realizzato un’opera in difformità della Denuncia di Inizio Attività o del Permesso a costruire (licenza o concessione).

Quando l’abuso edilizio non è in contrasto con le norme urbanistiche e le leggi dello stato, solitamente viene sanato o comunque regolamentato attraverso il condono edilizio. Tale condono prevede comunque una sanzione pecuniaria anche conosciuta come oblazione.
L’oblazione è un rito alternativo al giudizio penale mediante il quale, attraverso il pagamento di una determinata somma di denaro allo Stato, si estingue il reato di abuso edilizio. Per intenderci, è una sorta di depenalizzazione negoziata.

È importate ricordare, inoltre, che tutte le strutture edilizie che hanno subito interventi abusivi prima del 1942 (data di entrata in vigore della prima legge urbanistica), non necessitano di alcuna sanatoria.

In aggiunta a tale esonero, è rilevante sottolineare che tutte le abitazioni al di fuori dei centri urbani che hanno apportato modifiche strutturali abusive, non necessitano di sanare l’abuso. Infatti, dal 1942 al 31 agosto 1967 (data di entrata in vigore della “legge ponte”), la licenza occorreva solo per le nuove costruzioni all’interno dei centri urbani e non nelle zone periferiche.

Con la legge del 28 gennaio 1977 n. 10 sulla edificabilità dei suoli, la concessione poi è divenuta obbligatoria per tutte le costruzioni.

Bastano pochi click!

Scarica il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.

Qui potrai scaricare il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Inserisci i dati richiesti ed iscriviti alla nostra newsletter.

I tre soggetti responsabili.

Chi è il responsabile dell'abuso edilizio?

Spesso chi cerca su internet, chi sia il responsabile dell’abuso edilizio, spera di trovare la sua figura giuridica al di fuori di tali responsabilità. Facciamo quindi subito chiarezza sulla questione per essere, una volta e per tutte, tranquilli di non aver ricevuto alcuna denuncia per abusivismo edilizio.
Secondo l’art. 29 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, la responsabilità degli abusi ricade su:

  • Committente;
  • Costruttore;
  • Direttore dei lavori.

Queste 3 figure sono responsabili in solido (salvo prova contraria), e devono pagare le sanzioni pecuniarie previste dalle legge oltre che le spese per l’esecuzione dell’eventuale demolizione.

Una posizione molto particolare l’assume il direttore dei lavori il quale, secondo lo stesso Testo unico, viene esonerato dalla responsabilità relativa all’abuso edilizio solo nel caso in cui contesti la violazione, fornendo immediatamente al dirigente o al responsabile dell’ufficio comunale una motivazione scritta. Inoltre, contestualmente all’inoltro di tale documentazione, il direttore dei lavori, per ottenere l’esonero dall’abuso edilizio, dovrà rinunciare all’incarico. Qualora questo non avvenisse, il dirigente del comune ha l’obbligo di segnalare al consiglio dell’ordine professionale di appartenenza del direttore dei lavori, la violazione in cui il professionista è incorso, rischiando così la sospensione da 3 mesi a 2 anni.

Nessuna prescrizione.

Le conseguenze dell'illecito amministrativo.

Dal punto di vista amministrativo, le sanzioni previste dipendono dalla tipologia di abuso edilizio messo in atto. È bene ricordare che l’illecito amministrativo non è soggetto ad alcun tipo di prescrizione e le sanzioni possono essere così riassunte:

  • Obbligo di demolizione della costruzione abusiva e ripristino dello stato originale dei luoghi;
  • Se la costruzione non viene demolita, la proprietà passa al comune che ne disporrà eventualmente l’abbattimento. Qualora il bene non fosse abbattuto, In seguito a tale procedura viene imputata una sanzione pecuniaria commisurata all’entità dell’abuso;
  •  Se non viene effettuata la segnalazione di inizio attività o difformità alla segnalazione, la multa è del doppio del valore venale dell’abuso e comunque in misura non inferiore a 516€.

Ma cosa succede quando viene scoperto un abuso edilizio e ne viene richiesta la demolizione?

Nel mese di dicembre di ogni anno, il responsabile del comune preposto a tale funzione, è obbligato per legge a comunicare al Prefetto l’elenco delle opere edilizie non sanabili e che, sforando i termini previsti dalla legge, non sono state ancora demolite dal soggetto che ha commesso l’abuso. Alla fine di ogni anno, inoltre, al Prefetto arriverà una seconda lista che elenca tutte le opere abusive che richiedono un intervento da parte del comune per realizzare la demolizione. Con l’ottenimento di entrambe le istanze, il Prefetto disporrà quindi la demolizione delle strutture abusive.

Quando è previsto l'arresto?

Abusivismo edilizio reato: Quando è considerato illecito penale?

Da un punto di vista penale, secondo l’articolo 44 del Testo unico sull’edilizia, l’abuso edilizio prevede un’ammenda o l’arresto per il soggetto che commette il reato ed è passibile di prescrizione.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica:

a) l’ammenda fino a 10.329 euro per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive;

b) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164 euro a 51.645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;

c) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 euro a 51.645 euro i nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso.

È bene ricordare, così come si evince dalla lettura dell’art.44 T.U., che le sanzioni penali non si applicano ai lavori edilizi soggetti a Segnalazione certificata di inizio attività e a quelli che posseggono la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata o più comunemente chiamata CILA.

4.4/5 - (10 votes)


    Raccontaci cosa ti è successo.

    Hai bisogno di una consulenza legale? Inviaci un messaggio e in meno di 24 ore riceverai una risposta.

    contact_form_scroll
    captcha


    Questo articolo ti è risultato utile? Lascia un voto!
    Quello che pensi per noi è molto importante.



    4.4/5 - (10 votes)



    Articoli correlati