Sovraindebitamento dovuto al Coronavirus.

Sovraindebitamento dovuto al Coronavirus.

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Tutte le economie del mondo rischiano il tracollo e l’Italia, già enormemente provata dalla crisi del 2008, e dalla quale però stava pian piano uscendo, si ritrova, adesso, in una condizione davvero disastrosa.
Il Coronavirus ha costretto l’economia italiana ad una paralisi quasi totale e milioni di piccoli e grandi imprenditori, commercianti, artigiani, liberi professionisti e titolari di partita IVA vivono quotidianamente sull’orlo del baratro finanziario.
Le persone che già prima dell’emergenza sanitaria riversavano in condizioni economiche svantaggiate, cosa possono fare per non trovarsi in una situazione di sovraindebitamento? Cerchiamo di capirlo in questo articolo.

Qual è la soluzione per chi è sommerso dai debiti?

Sovraindebitamento dovuto al Coronavisrus.

Tutti, chi in un modo, chi in un altro, oggigiorno stano sperimentando sulla propria pelle la sensazione di assoluta precarietà dovuta all’incertezza di un futuro economico stabile e dignitoso. Ha fatto senz’altro scalpore qualche giorno fa, la notizia che riportava la richiesta da parte di alcuni notai dell’assegno di 600€ stanziato dal governo. Forse un’esagerazione esacerbata dai mass media, ma che comunque da lo spunto per numerose riflessioni di carattere sociologico sui tempi che corrono. La cosa però più che evidente è che attualmente non esiste una categoria professionale che non sia stata enormemente danneggiata dalla diffusione del COVID-19.

In questo articolo però parliamo di quella particolare categoria di persone che, ancor prima dell’emergenza, riversava in condizioni economiche estremamente difficili ma che, con l’ausilio di un buon avvocato, ha aderito alle procedure previste dalla legge 3/2012: la cosiddetta legge “Salva Suicidi“.

Cos'è la Legge Salva Suicidi?

La soluzione che può salvarti da Equitalia e le Banche.

Detta volutamente in parole semplici, la legge salva suicidi è stata creata appositamente per tutta quella categoria contributiva non fallibile (come per esempio gli imprenditori agricoli, le start-up, i consumatori e via discorrendo) ma che, evidentemente, riversava già in una estrema crisi finanziaria ancor prima dell’emergenza Coronavirus.
Questa legge prevede una riduzione o addirittura, in taluni casi, l’estinzione delle cartelle esattoriali evitando così l’iscrizione del debitore (o  eventualmente l’uscita) dalle tanto temute “liste dei cattivi pagatori”. Tutto questo è possibile chiaramente grazie alla sottoscrizione di un piano di rientro concordato con i creditori e vagliato da un Giudice. Insomma un vero e proprio miracolo per chi ha problemi con l’Agenzia delle Entrate, le banche o con Equitalia.

Ma ora che è tutto fermo, questa categoria di soggetti, che ha usufruito delle procedure previste dalla legge concordando un “piano del consumatore“, molto probabilmente si trova nella condizione di non poter onorare gli accordi stabiliti.

A fronte quindi dell’inadempimento del debitore, le banche, l’Agenzia delle Entrate o Equitalia potrebbero richiedere la sospensione del piano di rientro e aggredirne così il patrimonio.

L’avvocato che rappresenta il debitore, d’altro canto, potrebbe invocare l’art.13, comma 4ter della Legge n. 3/2012 nel quale si evince che:

Qualora ci fossero eventi non imputabili al debitore che rendano impossibile l’esecuzione del piano di rientro, si potrà procedere con la richiesta di modifica cercando di trovare un accordo con i creditori.

Ovviamente, tutta questa procedura dovrà poi essere sottoposta al Giudice per l’omologa.

L’emergenza sanitaria però, rende la procedura più complessa. Come ben tutti sanno, l’attività giudiziaria in questo periodo è ridotta al massimo e la maggior parte delle udienze sono slittate a data da destinarsi. Insomma, una semi-paralisi che potrebbe scoraggiare il più delle persone. Non bisogna mai dimenticarsi però che a tutto c’è una soluzione.
Rivolgendosi ad un avvocato si potrà sottoporre al Giudice un’istanza telematica di sospensione dei pagamenti fino all’effettivo ritorno alla normalità.

Bisogna altresì ricordare che l’eccessivo e sconsiderato indebitamento da parte di un soggetto, comporta il rigetto del ricorso alla procedura prevista dalla legge salva suicidi. Quindi, chiunque sia ricorso a qualsiasi forma di credito in maniera non prudente, accumulando, tra l’altro, una serie ingiustificata di prestiti, difficilmente si vedrà riconosciuto il piano di ristrutturazione del debito.

Bastano pochi click!

Scarica la Legge del 27 gennaio 2012, n. 3

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Un precedente che indica la strada da percorrere.

Un'ordinanza emessa dal Tribunale di Napoli

È immediatamente balzata all’attenzione degli addetti ai lavori, un’ordinanza del Tribunale di Napoli che specifica quanto segue:

La natura del tutto eccezionale, e non imputabile al debitore, della paralisi quasi totale delle attività commerciali, legittima la richiesta di sospensione momentanea del debito e della riformulazione degli accordi con i creditori a data da stabilire non appena si esca dal periodo di emergenza.

Questa ordinanza è davvero un inizio importante dal quale partire perché costituisce un precedente che indica, in qualche modo, la strada da percorrere al fine di tutelare gli interessi dei soggetti che attualmente non riescono a far fronte agli impegni in questo periodo di enorme crisi nazionale.

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