Aprire una porta in un muro portante. Quali autorizzazioni servono?

Aprire una porta in un muro portante. Quali autorizzazioni servono?

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Tutto quello che c’è da sapere su un muro portante.

Cos'è un muro portante?

Hai intenzione di creare una porta in un muro portante, ma non sai come devi procedere e, soprattutto, non sai quali autorizzazioni occorrono? Leggi questo articolo, dove troverai sicuramente le risposte a tutte le tue domande.

Prima di spiegare in cosa consiste aprire una porta in un muro portante, è bene chiarire cosa si intende per questa tipologia di muro.

I muri portanti costituiscono gli elementi strutturali di una costruzione, la cui funzione è quella relativa al trasferimento dei carichi verticali che vi gravano sino alle fondamenta.
Dunque, tali pareti rappresentano lo scheletro di un edificio.
Oltre ad impedire il collasso di una struttura, il muro portante (detto anche muro maestro) risponde alle sollecitazioni orizzontali come l’azione del vento e la forza di una scossa di terremoto.

Le mura portanti possono essere create con vari materiali costruttivi, quali pietra, muratura e mattoni.
Affinché assolvano egregiamente alle loro funzioni è importante che posseggano uno spessore relativamente alto e che dipendano dal peso dei carichi totali agenti, nonché una sezione di area notevole, di modo che gli ultimi possano essere ripartiti in maniera equa.

Per realizzare opere che riguardano le strutture portanti, è bene affidarsi sempre a un bravo professionista, ossia un ingegnere o un architetto.
Solo un tecnico è infatti capace di valutare se l’intervento può essere risolto in sede locale oppure globale.
Meglio evitare di affidarsi al “bravo muratore”, il cui intervento sarà in ogni caso necessario per l’esecuzione dell’opera, ma solo eseguendo attentamente tutte le indicazioni fornite dal direttore lavori.

Non si possono effettuare i lavori abusivamente (abuso edilizio), in quanto sono previste sanzioni pecuniarie elevatissime, nonché la demolizione dell’opera nei casi più gravi.

Apertura di una porta in una parete portante: la cerchiatura.

Aprire una porta in un muro portante: il procedimento e le prescrizioni normative.

La creazione di un vano (una porta o anche una finestra) in un muro portante richiede una diminuzione della resistenza, della rigidezza ed anche della duttilità del muro stesso. Quanto al ripristino, per lo stesso è sicuramente necessario creare un telaio in cemento armato o anche in acciaio intorno alla nuova apertura (la cosiddetta cerchiatura), ma è anche possibile intervenire migliorando quelle che sono le caratteristiche della muratura esistente mediante la tecnica dell’intonaco armato.

Dopo aver individuato il punto preciso in cui si vuole realizzare l’apertura, bisogna innanzitutto puntellare il solaio dell’area interessata. In tale maniera viene rinforzata la parte di parete sovrastante e viene scaricata la zona di una parte delle sollecitazioni.
Successivamente, vengono asportate piccole porzioni di muratura e vengono contemporaneamente realizzate delle spallette montanti, e tutto questo operando dal basso verso l’alto.
Una volta predisposte le spallette, viene realizzata una piattabanda orizzontale, che si fa carico del ruolo portante della muro sottostante, così da permetterne la rimozione.

La piattabanda può essere creata in vari modi: uno dei più impiegati consiste nell’uso di due profilati metallici uguali, posti sui due lati della parete, fissati fra di loro attraverso bulloni e poi sigillate con malta cementizia.
I profilati metallici in questione sarebbero le putrelle in ferro.
A questo punto vengono create basi di appoggio e, nel momento in cui il cemento avrà fatto presa, si potrà procedere con la demolizione della muratura operando dall’alto verso il basso: si otterrà in tal modo il nuovo vano porta.

Per aprire una porta in una parete portante è necessario rispettare le prescrizioni normative, cioè:

  • bisogna lasciare una mazzetta muraria laterale residua di almeno 50 centimetri dalla parete portante perpendicolare. Questa limitazione non trova applicazione nell’ipotesi in cui il muro, oggetto di rinforzo, vada oltre quello ortogonale;
  • la rigidezza del muro non deve cambiare molto rispetto allo stato iniziale; dunque, occorre procedere ad un confronto tra lo stato della parete prima dei lavori e lo stato della parete dopo dei lavori.

All’interno della categoria degli interventi locali non sono possibili gli interventi che seguono:

  • inserimento di cerchiature a cavallo nelle intersezioni delle pareti;
  • inserimento dei montanti nell’incrocio murario o nello spessore dei muri trasversali;
  • apertura di un vano nei muri perimetrali esterni a distanza inferiore ad 1 metro dall’angolo, compreso lo spessore della parete trasversale;
  • va inoltre evitata l’eliminazione completa di un muro portante o di controvento. Questo intervento è ammesso solo se inquadrato all’interno di una verifica decisamente più vasta rispetto a quella del generico interpiano.

Quanto al costo dei lavori relativi all’apertura di una porta su un muro portante attraverso cerchiatura, le spese tecniche comprendono:

  • la progettazione strutturale;
  • la direzione dei lavori;
  • la predisposizione delle pratiche amministrative.

Le spese del materiale utilizzato per la realizzazione dell’opera variano in base alle caratteristiche della parete su cui si interviene, dallo spessore di quest’ultima e da altre peculiarità strutturali.

In media un lavoro del genere costa fra i 1.500 e i 3.000 euro.

Porta in muro portante.
La pratica edilizia SCIA.

Quali pratiche sono necessarie per aprire una porta in un muro portante?

Per realizzare il vano della porta su una parete portante occorrono delle specifiche autorizzazioni. Difatti, la posa di una cerchiatura è un intervento che rientra nella manutenzione straordinaria, realizzata mediante la pratica edilizia SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che deve rispettare prescrizioni non solo di tipo strutturale, ma anche di tipo sismico.

La SCIA non è altro che una comunicazione da fare al Comune con la quale si rende noto l’inizio dei lavori. La Scia edilizia ha sostituito la DIA, vale a dire la Denuncia Inizio Attività, che, a differenza della SCIA, richiedeva tempi di attesa decisamente più lunghi. Si può inviare la Scia anche il giorno stesso in cui vengono iniziati i lavori.

Per quanto concerne i tempi della SCIA, essi dipendono dalla stesura della pratica ed anche dalla realizzazione dei disegni da parte del professionista. Infatti, poiché la SCIA è una segnalazione che non richiede alcuna approvazione, ha efficacia dal momento in cui avviene il suo deposito.

Per iniziare i lavori, generalmente occorre aspettare da 1 a 2 mesi, mentre di solito l’impresa riesce a concludere l’opera in 15 giorni.

Quanto alle altre autorizzazioni necessarie, bisogna depositare la Pratica strutturale presso gli uffici del Genio Civile. Infine, l’ingegnere strutturista dovrà presentare l’aggiornamento catastale.

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